Sea Watch: avvistato gommone con 80 migranti a bordo, l’ONG chiede soccorso immediato

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 6:51 in Immigrazione Italia

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Il Moonbird, l’aereo dei piloti volontari che supportano le ONG, ha avvistato un gommone con circa 80 migranti a bordo, tra cui 2 bambini, al largo della Libia, mercoledì 29 maggio. Lo ha reso noto l’organizzazione umanitaria Sea Watch con un tweet in cui ha specificato che l’imbarcazione si trova in acque internazionali, a poche decine di miglia dal pattugliatore della Marina Militare italiana, Cigala Fulgosi (P 490). “E’ la nave più vicina”, ha twittato Sea Watch, “chiediamo alle autorità di procedere subito con il soccorso”.

Il 20 maggio, i magistrati italiani avevano ordinato il sequestro della Sea Watch, ferma da 2 giorni a largo di Lampedusa, e lo sbarco dei 47 migranti che erano a bordo della nave. Il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, fin dall’inizio contrario allo sbarco dei migranti, poco prima della decisione presa dai magistrati aveva pubblicato un post sul suo account Facebook, scrivendo: “Finché il ministro sono io, NEGO l’autorizzazione allo sbarco. Se qualche procuratore intende fare il ministro si candidi alle elezioni. Per quanto mi riguarda, anche in caso di sequestro della nave NON deve scendere nessuno a terra”. Dopo il sequestro dell’imbarcazione, il ministro dell’Interno ha rincarato con una domanda provocatoria: “La difesa dei confini e l’ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti deve essere una decisione politica, espressione della volontà popolare, o di magistrati e ONG straniere?”. Infine, Salvini ha ribadito che, per quanto lo riguarda, “dalla nave fuorilegge SeaWatch (Ong tedesca, bandiera olandese) non scende nessuno”, e che chi la pensa diversamente se ne “assumerà la responsabilità”.

Nel corso della giornata, il comandante della nave, Arturo Centore, aveva lanciato un ultimatum alle autorità italiane della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza, denunciando la condizione critica dei passeggeri, pronti a compiere gesti disperati, come evidenziato dalla portavoce di Sea Watch, Giorgia Linardi, e rendendo noto che, se entro le 21.00 non avesse ottenuto l’autorizzazione allo sbarco, avrebbe levato l’ancora e sarebbe entrato nel porto di sua iniziativa personale.

La nave aveva messo in salvo 65 migranti, tra cui 2 neonati e alcune persone gravemente ustionate, a 30 miglia dalle coste libiche, quando una motovedetta del Paese nordafricano le aveva intimato di allontanarsi dalle coste della Libia. A quel unto, il comandante della Sea Watch 3, la quale batte bandiera olandese, si era spinto in direzione delle acque territoriali italiane. Il 16 maggio, però, Salvini aveva firmato un’ordinanza per intimare di tenere chiusi i porti alla nave, che dal 17 maggio è dunque ormeggiata in attesa di sviluppi nei pressi di Lampedusa, fuori dalle acque territoriali.

L’ennesima disputa in materia di porti chiusi nella penisola fa seguito a una recente critica, da parte delle Nazioni Unite, della bozza di un decreto emanato dal governo italiano e volto a impedire ulteriori sbarchi. Il documento prevede multe per ogni migrante soccorso illegalmente e reputa il passaggio di navi straniere soccorritrici nelle acque territoriali italiane “lesivo del buon ordine e della sicurezza dello Stato italiano”, nonché “finalizzato a introdurre migranti irregolari, in violazione delle leggi vigenti in materia di immigrazione, privi altresì di documenti di identità e provenienti in parte da Paesi stranieri a rischio terrorismo”. Il 15 maggio, con una lettera, le Nazioni Unite hanno esortato l’Italia a respingere il decreto Sicurezza Bis in quanto rischia di “compromettere i diritti umani dei migranti, inclusi richiedenti asilo e le vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani”.

Nel mese di aprile 2019, il numero dei migranti irregolari individuati presso i confini europei, pari a 4.900, è diminuito del 19% rispetto al mese precedente. Tale diminuzione, riferisce l’agenzia europea della Giardia di Frontiera e Costiera Frontex, è stata dovuta ad un crollo delle traversate lungo la rotta del Mediterraneo orientale, che collega la Turchia alla Grecia. Complessivamente, nei primi quattro mesi del 2019, sono stati individuati 24.200 migranti irregolari nell’area mediterranea. L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che, dal primo gennaio al 30 aprile 2019, hanno perso la vita in mare 414 migranti, un numero inferiore rispetto alle 616 morti registrate nei primi quattro mesi del 2018.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Chiara Gentili

di Redazione

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