Il primo ministro iracheno in visita a Doha

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 14:52 in Iraq Qatar

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Il primo ministro iracheno, Adil Abdul-Mahdi, mercoledì 29 maggio si è recato a Doha per una breve visita, in cui ha ribadito che l’Iraq desidera stringere relazioni con gli altri Paesi arabi ed islamici.

I colloqui con l’emiro qatarino, Tamim bin Hamad al-Thani, si sono incentrati sullo sviluppo delle relazioni bilaterali e di una maggiore cooperazione tra i due Paesi, oltre alle questioni di comune interesse.

Durante il meeting, Abdul-Mahdi ha espresso la speranza di sviluppare una cooperazione costruttiva con il Qatar, soprattutto in materia economica. I due Paesi hanno poi evidenziato il loro ruolo nel disinnescare le tensioni nella regione del Golfo.

Da parte sua, l’emiro ha dichiarato che l’Iraq occupa un posto speciale nel mondo arabo ed islamico ed ha espresso il suo apprezzamento per la visita del ministro, considerandola un importante tassello per lo sviluppo di relazioni bilaterali in campo economico.

“Auspichiamo che si possa andare oltre. Siamo pronti ad ampliare i nostri investimenti e a collaborare per offrire agevolazioni ai cittadini e agli imprenditori dei nostri Paesi” ha affermato Tamim al-Thani.

L’incontro tra le due parti, alla presenza delle relative delegazioni, si è concluso con la firma di un memorandum d’intesa tra Iraq e Qatar, nei campi della cultura, delle scienze e dell’istruzione, con iniziative per il periodo 2019- 2022.

È probabile che tra i temi all’ordine del giorno vi sia stato anche il tema delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, oggetto di preoccupazione da parte irachena. A tal proposito Abdul Mahdi ha rivelato che si recherà presto sia a Washington che a Teheran.

Un altro incontro tra Iraq e Qatar si era tenuto il 9 maggio scorso a Baghdad tra il presidente iracheno, Barham Salih, e l’ambasciatore qatarino a Baghdad, Khalid Bin Hamad Al-Sulaiti. Anche in tale occasione, da parte irachena era stato espresso il desiderio di intensificare la cooperazione tra i due Paesi, negli interessi delle proprie nazioni e per favorire una maggiore stabilità nella regione del Golfo. L’ambasciatore qatarino aveva espresso l’impegno del suo Paese nella ricostruzione delle aree liberate, considerate le difficoltà del governo iracheno dopo la sconfitta definitiva dell’ISIS in Iraq.

Dal 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

In tale scenario, l’Iraq si è rifiutato di appoggiare i Paesi fautori del blocco, evidenziando l’importanza di sedersi al tavolo delle negoziazioni per risolvere la crisi pacificamente. Baghdad è stata tra coloro che hanno aperto i propri porti e spazi aerei a Doha in seguito all’imposizione dell’embargo. Date le buone relazioni con i Paesi della Lega araba, l’Iraq si è altresì impegnato per disinnescare le tensioni, appoggiando gli sforzi di mediazione profusi dal Kuwait.

Negli ultimi tempi, Kuwait, Oman e Stati Uniti hanno provato a favorire uno scioglimento della crisi. Non da ultimo, il 13 gennaio 2019, il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si è recato a Doha ed ha evidenziato l’importanza di superare la questione per salvaguardare l’integrità ed il ruolo dell’Alleanza Strategica in Medio Oriente (Mesa). Quest’ultima consiste in un patto politico-militare, chiamato anche “NATO araba”, proposto per la prima volta il 20 maggio 2017 dal presidente della Casa Bianca, Donald Trump, con l’obiettivo di favorire una maggiore sicurezza e stabilità nella regione, alla luce della crescente minaccia iraniana.

Tuttavia, sebbene i tentativi di mediazione, fino ad ora, non abbiano portato a risultati concreti, sembra che anche dal GCC arrivino segnali di un minimo avvicinamento tra Riad e Doha.

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di Redazione

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