Perù: Vizcarra pronto a sciogliere il parlamento

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 12:45 in America Latina Perù

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Il presidente peruviano Martín Vizcarra ha posto la questione di fiducia su cinque progetti di legge sul “rafforzamento istituzionale e la lotta alla corruzione” sfidando apertamente il Congresso a maggioranza fujimorista, il cui ostruzionismo sta ritardando l’approvazione delle norme. Se il Parlamento dovesse negare la fiducia, in base alle disposizioni della Costituzione del 1993 sarebbe sciolto e il Consiglio dei ministri dovrà dimettersi, convocando elezioni anticipate. In caso di voto favorevole, l’approvazione delle proposte legislative dell’Esecutivo dovrà essere discussa in aula.

Vizcarra è diventato presidente nel marzo 2018, sostituendo Pedro Pablo Kuczynski, che si era dimesso per evitare di essere destituito dalla maggioranza del fujimorista al Congresso, a causa dei suoi legami e dei rapporti con la società di costruzioni brasiliana Odebrecht. Nel settembre 2017, il governo di Kuczynski ha posto la questione di fiducia per evitare il licenziamento del ministro della pubblica istruzione, Marilú Martens, e il legislativo la ha negata. Allora ebbero luogo solo le dimissioni del gabinetto di Fernando Zavala, ma questa volta, il presidente può sciogliere il Congresso, poiché sarebbe la seconda occasione in cui il Parlamento nega la fiducia all’esecutivo e la Costituzione consente al presidente di sciogliere un parlamento che neghi due volte la fiducia al governo.

La scorsa settimana, la Commissione costituzionale, anch’essa a maggioranza fujimorista, ha bocciato uno dei disegni di legge di riforma politica dell’esecutivo che affidava la sospensione dell’immunità parlamentare alla Corte Suprema e non al voto del Congresso.

La maggioranza parlamentare ha impedito finora l’esecuzione di sentenze contro i legislatori per crimini commessi prima di essere eletti, ritardando, ad esempio, il voto sulla revoca dell’immunità e facilitandone la fuga. Dal mese scorso, per esempio, è latitante Edwin Donayre, deputato condannato per aver rubato benzina mentre era al comando generale dell’esercito. Un altro membro fujimorista del Congresso è stato condannato la scorsa settimana per corruzione quando era sindaco, e il suo partito lo protegge votando contro la soppressione dell’immunità per il deputato.

Inoltre, martedì sera la Commissione permanente del Parlamento ha protetto l’ex procuratore generale Pedro Chávarry, respingendo due denunce contro di lui per violazione della costituzione: una per il reato di organizzazione criminale e un’altra per occultamento.

Il procuratore generale Tomás Gálvez è indagato da uno dei suoi sottoposti a causa dei suoi legami con la mafia del sistema giudiziario chiamata Colletti Bianchi del Porto. La denuncia bocciata martedì dai parlamentari fujimoristi con il sostegno del partito APRA dell’ex presidente Alan García, suicidatosi il 17 aprile scorso, raccomandava la sospensione, il licenziamento e l’interdizione dai pubblici uffici del procuratore generale.

Durante la sessione della Commissione permanente, Chávarry ha criticato la detenzione preventiva di 36 mesi imposta alla leader dell’opposizione, Keiko Fujimori, indagata per riciclaggio di denaro per aver ricevuto fondi per la campagna elettorale dai fondi neri della multinazionale brasiliana Odebrecht.

Il capo dei cosiddetti Colletti bianchi del porto, l’ex giudice della Corte Suprema César Hinostroza, è stato licenziato poco prima di rivedere una sentenza che avrebbe potuto liberare la ex candidato presidenziale dall’inchiesta per il riciclaggio. Nel settembre dello scorso anno, il network IDL-Reporteros ha trasmesso una chat dei membri del Congresso più vicini  alla figlia maggiore dell’ex presidente Alberto Fujimori, nella quale accettavano di proteggere Chávarry dalle accuse che sta affrontando dallo scorso giugno, quando è scoppiato lo scandalo della corruzione nel sistema giudiziario, in cambio del non luogo a procedere nei confronti della loro leader.

In tale contesto, il presidente Vizcarra ha annunciato mercoledì sera che userà la questione della fiducia e si opporrà alle recenti decisioni della maggioranza parlamentare che include i politici del partito APRA.

“Ieri alla Commissione Permanente del Congresso, abbiamo osservato una sfacciata blindatura: nonostante tutte le prove spingano all’apertura di un’inchiesta, la maggioranza del Congresso ha preso la decisione di archiviare la denuncia costituzionale contro il signor Pedro Chávarry. Condivido l’indignazione di tutti i peruviani in relazione a questi fatti” – ha detto il presidente in un intervento pubblico, affiancato da più di 40 persone.

Vizcarra poi spiegato che presenta la questione di fiducia sui cinque progetti di legge che cercano “che l’immunità parlamentare non diventi impunità, che i condannati non possano essere candidati, che i candidati siano eletti in primarie aperte, e infine che si elimini voto preferenziale”. Gli altri progetti mirano a “garantire la partecipazione politica delle donne con parità e alternanza e a vietare l’uso di denaro sporco nelle campagne elettorali”.

Vizcarra anche esortato il Congresso a “riconsiderare l’archiviazione delle denunce contro l’ex procuratore generale” e ha ricordato gli sforzi che sta compiendo sin dallo scorso luglio per combattere la corruzione.

Il discorso anti-corruzione del capo dello stato, tuttavia, fa sempre meno presa nella popolazione. Nel sondaggio più recente dell’Istituto di studi peruviani, pubblicato domenica scorsa, il 39% degli intervistati ha considerato la gestione di Vizcarra positiva o molto positiva, contro il 50% che boccia il presidente. Tuttavia, il Congresso sembra godere di immagine assai peggiore, in un sondaggio condotto alla fine di aprile dallo stesso istituto: l’84% disapprova l’operato dei deputati e il 70% ne ha sostenuto un eventuale scioglimento.

“Sappiamo che il Congresso ci ha abituato a manovre inaccettabili per proteggere coloro che potrebbero aver commesso atti di corruzione, liberandoli dall’essere processati e detenuti, evidenziando un patto di impunità” – ha aggiunto Vizcarra in un messaggio alla stampa dal Palazzo del Governo.

“Questa ferma decisione di correggere e modificare il sistema politico e giudiziario influisce sugli interessi dei grandi gruppi economici, che sono protetti da politici senza scrupoli” – ha affermato il presidente. Qualche minuto dopo, uno degli ex leader di Fuerza Popular, il partito fujimorista, Luz Salgado, si è rivolta a Vizcarra per lamentarsi “degli aggettivi che ha usato contro il Congresso”.

Vizcarra ha già fatto ricorso alla questione della fiducia lo scorso settembre, quando il Congresso ha ritardato l’approvazione delle riforme costituzionali che aveva proposto di fronte alla crisi del sistema giudiziario e del sistema politico. Quella volta, il fujimorismo alla fine aveva approvato le misure del presidente.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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