Emirati Arabi Uniti e USA: entra in vigore l’accordo di cooperazione per la difesa

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 10:21 in Emirati Arabi Uniti USA e Canada

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Gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti d’America hanno annunciato, il 29 maggio, l’entrata in vigore dell’accordo di cooperazione per la difesa. Quest’ultimo mira a migliorare il coordinamento militare tra i due Paesi e, in questo momento critico per la sicurezza in Medio Oriente, rafforzerà le loro relazioni bilaterali a livello economico, politico e militare.

Sia gli USA sia gli UAE sono consapevoli della necessità di favorire il benessere e la prosperità della regione del Golfo Persico. Pertanto, con l’accordo stipulato, le due parti contraenti confermano il loro interesse reciproco verso il raggiungimento della stabilità regionale e si impegnano ad intensificare la loro cooperazione in materia di difesa e sicurezza, sostenendo altresì gli sforzi profusi da entrambi.

Mercoledì 29 maggio, il principe ereditario emiratino, nonché vice-comandante supremo delle Forze armate, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, ed il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton, si sono incontrati per discutere della situazione regionale e di questioni di reciproco interesse, incluso il coordinamento congiunto come parte degli sforzi internazionali per contrastare la violenza, l’estremismo e il terrorismo.

In tale occasione, Bolton ha sottolineato che USA, Emirati ed Arabia Saudita concordano sul pericolo rappresentato dalla deterrenza di armi nucleari da parte dell’Iran. In un incontro con la stampa tenutosi a margine della riunione nell’ambasciata statunitense di Abu Dhabi, il consigliere ha altresì rivelato la loro preoccupazione per la presenza delle milizie sciite in Iraq, dispiegate dal generale iraniano a capo della Quds Force, Qassem Soleimani. Bolton ha infine dichiarato che i tre partner si stanno consultando per rispondere alle operazioni iraniane e dei suoi alleati nel Golfo, confermando che il proprio Paese agirà con forza verso qualsiasi minaccia di Teheran e che, in caso di attacchi, la Quds Force sarà ritenuta responsabile.

La Quds Force è una delle unità iraniane del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, responsabile delle operazioni al di fuori del Paese. I media la nominano altresì “Brigate Gerusalemme”. Al Quds, in arabo, sta ad indicare proprio tale Città Santa. Nel 2007, la Brigata è stata designata dagli Stati Uniti una forza di supporto al terrorismo di matrice islamica.

Secondo la Federazione degli scienziati americani (FAS), la cooperazione tra Washington ed Abu Dhabi in materia di difesa è il risultato di una relazione di lunga data. Nello specifico, gli USA hanno spesso fornito armi, organizzato programmi di formazione militare ed esercitazioni congiunte. Le forze armate emiratine, nonostante le esigue dimensioni, hanno partecipato a diverse operazioni militari guidate dagli Stati Uniti, tra cui quella condotta in Afghanistan nel 2003, in Libia nel 2011 ed in Siria tra il 2014 ed il 2015.

A partire dall’accordo bilaterale del 25 luglio 1994, il Defense Cooperation Agreement (DCA), i due Paesi hanno creato un “Quadro di Cooperazione per la Difesa”, che mira a sviluppare approcci strategici congiunti di fronte alle dispute e ai conflitti della regione del Golfo, integrando le competenze militari degli Stati Uniti con quelle degli Emirati. In tale cornice, i due Paesi hanno creato un accordo per la difesa che facilita le operazioni di pianificazione militare congiunta in caso di attacchi sul suolo emiratino.

Il 15 maggio 2017, l’ex segretario per la Difesa statunitense, James Mattis, e lo sceicco Mohammed bin Zayed hanno firmato un nuovo DCA della durata di 15 anni. Tra le clausole previste, agli USA è stato consentito lo schieramento di circa 5000 militari in diversi stabilimenti emiratini, tra cui il porto di Jebel Ali, situato tra Dubai e Abu Dhabi, la base aerea di Al Dhafra, e lo stabilimento petrolifero di Fujairah. Circa 600-800 militari di Abu Dhabi ogni anno studiano e vengono addestrati negli Stati Uniti, grazie a programmi che hanno migliorato la qualità dell’esercito del Paese mediorientale, come dimostrato dalle missioni degli ultimi anni, come quella condotta in Yemen contro al-Qaeda a partire dal 2015.

Lo scenario politico in Medio Oriente è divenuto particolarmente instabile negli ultimi mesi, a causa di tensioni riguardanti soprattutto USA ed Iran. A partire dall’8 maggio 2018, data in cui il presidente americano, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare, le relazioni bilaterali tra i due Paesi sono peggiorate, a causa della re-imposizione delle sanzioni contro Teheran.

Nel quadro di tali crescenti tensioni, il 13 e 14 maggio, si sono verificati attacchi e atti di sabotaggio contro petroliere e mezzi navali appartenenti all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti, a largo delle coste dell’emirato di Fujairah, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Sebbene i responsabili non siano stati ancora accertati, alcuni ritengono che dietro all’attacco possano esservi le Guardie della Rivoluzione iraniane. A tal proposito, Abu Dhabi non ha accusato nessun Paese specifico per l’accaduto ma ha espresso la propria preoccupazione circa la minaccia iraniana.

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di Redazione

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