Cina: gli USA “giocano con il fuoco” sulla questione di Taiwan

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 17:20 in Cina Taiwan USA e Canada

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Gli Stati Uniti “giocano con il fuoco” se continuano a sostenere il governo auto-proclamato di Taiwan. È quanto ha affermato il ministro della Difesa cinese, Wei Fenghe, in vista di un incontro con il segretario alla Difesa americano, Patrick Shanahan.

I due Paesi, già in contrasto a causa di un’escalation della guerra commerciale, sono anche in disaccordo su una serie di vicende geopolitiche e strategiche, dal contestato Mar Cinese Meridionale alla questione dell’isola di Taiwan, rivendicata dalla Cina come parte del suo sacro territorio. Pechino si è altresì detta pronta ad assoggettare l’isola con la forza, se necessario.

Wei e Shanahan parteciperanno entrambi all’annuale forum di difesa di Shangri-La a Singapore, che inizierà venerdì. La Cina è stata particolarmente irritata dai recenti passaggi delle pattuglie della Marina statunitense attraverso lo Stretto di Taiwan, dalla legislazione degli Stati Uniti a sostegno dell’isola e da un incontro tra il capo della sicurezza nazionale di Taipei, David Lee, e il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca John Bolton.

Parlando a un regolare briefing mensile, il portavoce del ministero della Difesa cinese, Wu Qian, aveva descritto i legami militari tra Pechino e Washington come generalmente buoni ma anche lui aveva utilizzato toni più pesanti quando gli era stato chiesto di commentare il sostegno degli Stati Uniti a Taiwan, un problema che la Cina ha a lungo definito il più delicato nei rapporti tra i due Paesi. “Recentemente, gli Stati Uniti hanno continuato a giocare la carta di Taiwan per cercare inutilmente di controllare la Cina. Resteranno delusi”, aveva asserito Wu. “Gli Stati Uniti stanno giocando con il fuoco. Rischiano di danneggiare seriamente lo sviluppo delle relazioni militari tra Washington e Pechino e di compromettere la pace e la stabilità nell’area dello Stretto di Taiwan”, ha invece affermato il ministro Fenghe. Nel frattempo, un funzionario dell’amministrazione americana ha rivelato che, durante l’incontro con Wei, si prevede che Shanahan promuova una migliore comunicazione tra i due Paesi per evitare il rischio di errori di calcolo.

Da quando il presidente americano, Donald Trump, è entrato nella Casa Bianca, gli Stati Uniti stanno conducendo una politica più aggressiva, mandando frequenti pattuglie militari nelle acque contese. L’ultimo episodio si è verificato il 22 maggio, quando l’esercito americano ha inviato due navi della Marina attraverso lo Stretto di Taiwan e ha innervosito la controparte cinese. Quest’ultima sta facendo pressioni militari e diplomatiche per affermare la propria sovranità sull’isola e conduce regolarmente esercitazioni nei pressi di Taiwan. D’altro canto, il Pentagono afferma che Washington, dal 2010, ha venduto a Taipei più di 15 miliardi di dollari in armi.

Nel corso degli ultimi 40 anni, i rapporti tra USA e Taiwan hanno visto una grande fioritura e si sono rafforzati con il processo di democratizzazione dell’isola iniziato negli anni ’90. Il Taiwan Relations Act rimane tuttavia il documento cardine per regolare le relazioni bilaterali, non ufficiali, tra i due Paesi. L’atto, emanato nel 1979, mirava a creare un quadro giuridico di riferimento per rassicurare il popolo taiwanese sulla volontà degli Usa di mantenere pace, sicurezza e stabilità nel Pacifico Occidentale e di continuare relazioni non formali con l’isola, nonostante l’allacciamento di rapporti diplomatici tra Washington e Pechino. Il punto maggiormente controverso del Taiwan Relations Act è quello che riguarda la dimensione politica e in materia di difesa. In ambito di difesa, glli Usa forniscono all’isola di Taiwan ingenti quantitativi di armi e supporto alla formazione e all’addestramento delle forze armate dell’isola. Il Taiwan Relations Act stabilisce che gli Usa forniscano armamenti per la difesa di Taiwan in base alle necessità di quest’ultima.

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Chiara Gentili

di Redazione

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