Caso Odebrecht in Messico: arrestato l’ex presidente della Pemex

Pubblicato il 30 maggio 2019 alle 9:54 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Si intensificano le indagini sul caso Odebrecht in Messico. La giustizia messicana ha ordinato l’arresto di Emilio Lozoya, ex direttore dell’azienda petrolifera di stato Pemex e stretto collaboratore dell’ex presidente Enrique Peña Nieto, e dell’imprenditore dell’acciaio Alonso Ancira. L’uomo d’affari è stato arrestato in Spagna, dopo essere sbarcato a Palma di Maiorca su un volo privato. Gli ordini d’arresto arrivano in parallelo alla decisione del Tesoro messicano di congelare in via prudenziale i conti personali di Lozoya e quelli della Altos Hornos de Mexico (AHMSA), impresa siderurgica di proprietà di Ancira e che è stata utilizzata per dalla multinazionale brasiliana Odebrecht per pagare tangenti milionaria a politici e funzionari messicani. Queste misure rappresentano i primi seri tentativi di indagare sulla ramificazione messicana del più grande caso di corruzione nella storia dell’America Latina.

Il pezzo fondamentale per spiegare il triangolo formato da AHMSA, Odebrecht e Pemex è stato l’acquisto nel 2014 da parte della società petrolifera di Stato, allora guidata da Lozoya, di un’impresa che produceva fertilizzanti di proprietà dell’impresa siderurgica. Il costo dell’acquisizione, circa 500 milioni di dollari, ha provocato dure critiche da parte degli specialisti, in quanto è un impianto che operava da 14 anni e la cui attrezzatura, risalente agli anni ’90, era considerata obsoleta. “È stata venduta ad un prezzo che è classificato come un problema di corruzione” – ha spiegato il capo dell’Unità di intelligence finanziaria dell’esecutivo messicano, Santiago Nieto, martedì 27 maggio.

Un mese dopo la controversa acquisizione, l’AHMSA, il cui consiglio è presieduto da Ancira, fece un trasferimento di quasi quattro milioni di dollari alla Grangemouth Trading Company, una società off-shore con sede a Edimburgo (Scozia). La Grangemouth Trading Company è stata utilizzata lungamente come strumento per incanalare tangenti della multinazionale brasiliana per le élite politiche di numerosi paesi latinoamericani, secondo i tre amministratori della ditta brasiliana nominati dalla magistratura dopo l’esplosione dello scandalo e la condanna a 19 anni di carcere dell’Amministratore delegato Marcelo Odebrecht.

Alcuni di queste tangenti, del valore di alcuni milioni di dollari, sono andate ad una seconda società di facciata e, di conseguenza, ai conti di Lozoya, direttore del petrolifera di stato durante i primi quattro anni di governo di Enrique Peña Nieto, secondo le confessioni di diversi dirigenti della Odebrecht, rivelate dall’investigatore Ignacio Rodríguez in un rapporto pubblicato ad aprile 2018. Nel dicembre 2017, l’ex direttore di Odebrecht-Messico, Luis Alberto de Meneses, ha confessato di aver corrotto Lozoya con tangenti da 10 milioni prima e dopo l’elezione di Enrique Peña Nieto.

Le indagini brasiliane sulla multinazionale dell’edilizia Odebrecht hanno scoperchiato un caso di corruzione a livello planetario che coinvolge politici e funzionari di numerosi paesi. Oltre al Brasile e al Messico, la rete tangentizia di Odebrecht si è estesa in Perù, dove sono coinvolti tutti gli ex presidenti del paese e anche la leader dell’opposizione, Argentina, Cile, Paraguay, Colombia, Venezuela, Ecuador, Cuba, Antigua e Barbuda, Guatemala, Panama, Honduras, El Salvador, Repubblica Dominicana, Haiti, Stati Uniti, Svizzera, Francia, Andorra, Angola e Mozambico.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.