USA-Russia: complicazioni sul rinnovo dell’accordo nucleare, Washington accusa Mosca

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 18:08 in Russia USA e Canada

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Gli Stati Uniti ritengono che la Russia stia conducendo test nucleari di basso livello in violazione di una specifica moratoria su tali azioni. Lo ha dichiarato oggi, mercoledì 29 maggio, il capo della Defense Intelligence Agency, Robert P. Ashley, ospite ad un forum di controllo degli armamenti presso l’Hudson Institute di Washington. “Gli Stati Uniti ritengono che la Russia non stia aderendo alla sua moratoria sui test nucleari nel rispetto dello standard di produzione zero'”, ha affermato il tenente generale Ashley.

Negoziato tra il 1993 e il 1996 in seno alla Conferenza sul Disarmo, il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) proibisce test nucleari in qualsiasi ambiente. È stato adottato dall’Assemblea generale dell’Onu il 10 settembre 1996 e gode di ampio consenso globale ma ad oggi, non essendo stato ratificato dal numero minimo di Stati, deve ancora entrare in vigore. 8 potenze nel campo della tecnologia nucleare, tra cui Israele, Iran, Egitto e Stati Uniti, devono tuttora procedere alla ratifica. La Russia, invece, ha ratificato il trattato nel 2000.

“Riteniamo che, in base a ciò che stanno facendo, abbiano le capacità per condurre test nucleari di basso livello che superino il limite di produzione zero fissato nel CTBT”, ha affermato Ashley riferendosi alle attività del governo russo.

Nella stessa giornata di oggi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che aspetterà fino al prossimo anno per decidere estendere o meno il trattato nucleare con la Russia noto con il nome di START, ovvero Strategic Arms Reduction Treaty. Si tratta di un accordo bilaterale tra Mosca e Washington firmato per la prima volta nel luglio del 1991 e poi nuovamente sottoscritto l’8 aprile 2010 a Praga con il nome New START. È l’unico trattato ad oggi in vigore sulla riduzione delle armi nucleari tra Stati Uniti e Russia. Scadrà nel febbraio 2021, ma potrà essere rinnovato per altri 5 anni dietro accordo bilaterale. In mancanza di tale estensione, sarebbe difficile, secondo i critici, valutare le intenzioni reciproche in merito alle armi nucleari. Trump ha spiegato che l’unico motivo a favore del rinnovo è lo sgravio di esosi oneri economici che sarebbero altrimenti necessari per mantenere operativo un arsenale nucleare di ampie dimensioni. In seguito alla notizia sui presunti test nucleari russi, potrebbero dunque aumentare i dubbi americani in merito all’estensione dell’accordo con Mosca.

“L’estensione del nuovo trattato START è attualmente in discussione all’interno dell’amministrazione americana e una decisione del presidente potrà essere comunicata l’anno prossimo”, ha detto mercoledì Tim Morrison, direttore del National Security Council, anche lui intervenuto al forum sul controllo degli armamenti dell’Hudson Institute.

In base al trattato New START, Stati Uniti e Russia devono limitare le proprie testate nucleari strategiche a un massimo di 1.550 ciascuna, ossia il numero più basso da decenni. I due Paesi sono altresì tenuti a limitare alcuni vettori, missili di terra e sottomarini e bombardieri strategici con capacità nucleari. È richiesta anche trasparenza reciproca e possibilità di 10 ispezioni nelle rispettive basi militari e nucleari ogni anno, oltre a 48 ore di preavviso prima che nuovi missili lascino le fabbriche, e prima di effettuare lanci di missili balistici. Trump aveva definito il patto, firmato dal predecessore, Barack Obama, “cattivo” per Washington e “sbilanciato”. I sostenitori dell’accordo, tuttavia, lo ritengono importante perché ha creato un regime di monitoraggio in grado di verificare la conformità dei due Stati.

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Chiara Gentili

di Redazione

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