Siria: Assad attacca un sito storico cristiano nella provincia di Idlib

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 6:30 in Medio Oriente Siria

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Gli aerei da guerra del regime siriano del presidente Bashar Al-Assad hanno effettuato un attacco contro un sito storico cristiano nella provincia di Idlib, causando numerosi danni. 

La notizia è stata riportata in esclusiva dal quotidiano The New Arab, il 27 maggio, che dichiara di aver raccolto le testimonianze di persone che vivono nell’area che è stata presa di mira. Il luogo dell’assalto è il sito storico di Deir Lozeh, nei pressi della città di Ihsem, secondo quanto riferisce la fonte. Le colonne e la struttura della chiesa sono state fortemente danneggiate dall’assalto. Nel sito si trovano una serie di intagli che raffigurano la vita di Cristo e sono presenti anche due palazzi di epoca bizantina, collegati tra loro da strade antiche di valore storico. Il 4 maggio, l’aviazione russa aveva bombardato un altro sito storico, quello della vicina città di Sarjila, dove un edificio bizantino ha subito grossi danni. Dozzine di luoghi di interesse storico e culturale sono stati presi di mira dagli attacchi del regime di Assad e dei suoi alleati, da quanto è iniziato il conflitto in Siria, nel 2011. 

A partire dal 30 aprile, l’esercito siriano fedele ad Assad, insieme ai suoi alleati, ha lanciato un’offensiva contro i territori compresi tra Hama e Idlib. Tale zona della Siria è interessata un’intesa tra Turchia, Russia, Iran e Siria, raggiunta il 17 settembre 2018 a Sochi. Questa mirava a scongiurare un massiccio assalto del regime a Idlib e nelle province vicine, dove si erano raggruppati i gruppi ribelli che erano stati sconfitti e i civili che erano evacuati da altre città. Quindi, era stata istituita un’area di 15 – 20 chilometri in cui queste persone, insieme a le proprie famiglie e ad altri civili scappati da diverse altre zone di conflitto, potessero considerarsi al sicuro rispetto agli attacchi del regime. Questa zona è rimasta l’unica non ancora sotto il pieno controllo del regime siriano di Assad, da quando l’ultima roccaforte dell’ISIS in Siria, Baghouz, è stata liberata, il 23 marzo.

Tuttavia, già il 7 ottobre 2018, il presidente siriano Assad aveva dichiarato che l’accordo russo-turco era “temporaneo” e che nonostante fosse stato funzionale ad evitare spargimenti di sangue, il fine ultimo del suo governo rimaneva quello di ripristinare il controllo su tutta la Siria. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha specificato che 665 persone, tra civili e ribelli, sono state uccise in 23 giorni di bombardamenti. Un portavoce del Dipartimento di Stato americano, Morgan Ortagus, martedì 21 maggio, ha dichiarato che il regime siriano potrebbe aver utilizzato nuovamente armi chimiche nell’attacco condotto il 19 maggio sulla Siria Nord-occidentale. Ortagus ha poi aggiunto che, nel caso in cui l’ipotesi venga confermata, gli USA risponderanno immediatamente ed in modo adeguato.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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