Israele: il Qatar fa il “doppio gioco”

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 11:16 in Israele Qatar

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Il quotidiano israeliano online “Arutz Sheva- Israel National News” ha pubblicato, il 26 maggio, un articolo in cui accusa il Qatar di fare il doppio gioco. Nello specifico, il Paese mediorientale avrebbe costituito in passato un rifugio per i Fratelli Musulmani ed altri gruppi islamisti, mentre ora cerca di mediare per porre fine alle ostilità di tali organizzazioni verso Israele.

In un momento in cui Israele è testimone di un’escalation di tensioni con i gruppi terroristici, il ruolo del Qatar al centro delle negoziazioni sembra essere, per il quotidiano, un paradosso. Secondo il rapporto pubblicato, Doha sosterrebbe sia economicamente sia diplomaticamente Hamas, un’organizzazione palestinese di carattere politico e paramilitare considerata terroristica da alcune nazioni nel mondo. La relazione del Paese con i gruppi estremisti sarebbe una relazione a lungo termine, da ricollegarsi ai Fratelli Musulmani, dichiarato anch’essa un gruppo terroristico nel 2013, sebbene affermi di avere scopi pacifici. Tale organizzazione ha vinto le prime elezioni dopo le rivoluzioni arabe del 2011, spodestando il dittatore egiziano Hosni Mubarak che governava da 30 anni. Hamas, a sua volta, costituisce uno dei rami di quest’organizzazione in Palestina, come riconosciuto dalla stessa Fratellanza.

Nell’ambito di uno dei più grandi processi degli Stati Uniti contro il finanziamento al terrorismo, ed in particolare contro la Holy Land Foundation, è stato spesso evidenziato che i Fratelli Musulmani presenti negli USA rappresentavano uno strumento di raccolta fondi e di comunicazione, a favore del gruppo estremista. La Holy Land Fundation era un’organizzazione di beneficenza islamica degli Stati Uniti, accusata nel 2007 di sostenere Hamas con il denaro raccolto con le sue campagne di beneficenza. Tuttavia, da quando il governo statunitense ha deciso di chiudere la fondazione, il Qatar avrebbe approfittato della situazione per entrare in gioco. Finanziare Hamas a Gaza significherebbe per Doha investire in servizi sociali e per il territorio, portando altresì al consolidamento dell’organizzazione. Questo comporterebbe presentare una propaganda sempre più incisiva, formando altresì delle forze di sicurezza capaci di sopprimere ogni forma di dissenso.

Secondo l’articolo di Israel National News, la relazione tra il Qatar e le organizzazioni estremiste non si ferma a Gaza ed ai finanziamenti diretti. Il Paese supporterebbe altresì la rete di comunicazioni utilizzata dai Fratelli Musulmani, comprese le istituzioni ed i media anti-Israele, presenti in tutto il mondo.

Negli anni ‘60, il secondo presidente della Repubblica egiziana, Gamal Abdel Nasser, aveva preso misure contro i Fratelli Musulmani in Egitto, costringendo numerosi affiliati a quest’organizzazione a rifugiarsi in Medio Oriente, Europa e Nord America. Da quel momento, il Qatar è divenuto una base per le operazioni militari dei Fratelli Musulmani ed ha cominciato ad appoggiare l’organizzazione, anche attraverso la creazione di istituzioni a sostegno degli estremisti.

A detta di Israel National News, inoltre, dall’inizio della lotta all’estremismo da parte degli altri Paesi del Golfo, il Qatar è divenuto uno dei “protettori” degli attivisti e dei gruppi affiliati ai Fratelli Musulmani in occidente. Sin dalla fondazione di al-Jazeera, l’emittente televisiva qatarina, nel 1996, l’organizzazione estremista influenzerebbe altresì la programmazione editoriale a proprio vantaggio.

Tale quadro dovrebbe tener conto anche dell’”impero mediatico” del Qatar costituito da canali televisivi di rilevanza internazionale, tra cui al-Jazeera. Le notizie e le informazioni esportate costituirebbero però delle “armi” che rendono il Paese una presenza che comprometterebbe la stabilità della regione del Golfo.

Tale analisi sembra sostenere le accuse rivolte contro il Qatar che hanno portato alla “crisi del Golfo”, iniziata il 5 giugno 2017. A partire da tale data, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura di al-Jazeera.

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di Redazione

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