India-Pakistan: resta chiuso lo spazio aereo al confine tra i due Paesi

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 17:07 in India Pakistan

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Lo spazio aereo pakistano al confine orientale con l’India rimarrà chiuso fino al 14 giugno, ha riferito oggi, mercoledì 29 maggio, un funzionario dell’aviazione civile. Si tratta della più recente estensione dopo mesi di stallo tra i due Paesi rivali.

Il Pakistan ha chiuso il suo spazio aereo dopo che un attentato suicida, avvenuto il 14 febbraio nella regione del Kashmir, l’unico Stato a maggioranza musulmana dell’India, ha provocato 44 morti. L’attacco con autobomba è stato condotto contro un convoglio di sicurezza dell’area ed è stato rivendicato da un gruppo militante islamista pakistano, il Jaish-e-Mohammad (JeM). È stato il peggior attentato degli ultimi decenni da quando è iniziata la ribellione nel Kashmir. India e Pakistan sono entrati in guerra tre volte dall’indipendenza dal Regno Unito del 1947, e per due volte per la regione del Kashmir. La linea di controllo, ossia il confine de facto che divide la regione contesa tra le due potenze, è considerata uno dei punti geopolitici più pericolosi al mondo, specialmente dopo l’annuncio da parte di entrambi gli Stati del successo nel perseguimento di armi nucleari nel 1998.

Dall’attentato del 14 febbraio, i vettori stranieri che utilizzano lo spazio aereo indiano nella loro traiettoria sono stati costretti a fare costose deviazioni essendo loro vietato di sorvolare il Pakistan. La chiusura riguarda principalmente i voli dall’Europa al Sud-Est asiatico.

“Il blocco dello spazio aereo continuerà fino al 14 giugno”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters un portavoce dell’Autorità per l’aviazione civile pakistana senza fornire ulteriori dettagli.

Il Pakistan si trova nel mezzo di un corridoio vitale per l’aviazione e le restrizioni dello spazio aereo incidono ogni giorno su centinaia di voli commerciali e cargo, aggiungendo tempo di volo per i passeggeri e costi di carburante per le compagnie aeree.

Per anni, l’India ha accusato il Pakistan di appoggiare i militanti separatisti nel Kashmir. Il Pakistan nega le accuse a suo capo, asserendo che l’aiuto fornito è solo un sostegno politico alla popolazione musulmana repressa della regione himalayana. Islamabad ha a lungo dichiarato che l’unico aiuto che ha fornito è stato quello morale e diplomatico al popolo del Kashmir nella sua lotta per l’autodeterminazione, sebbene ciò non abbia mai dissipato la convinzione dell’India di sostegno ai militanti. Il nuovo primo ministro, Imran Khan, ha asserito che il Paese a maggioranza islamica è ormai cambiato ed è “desideroso di stabilità”. Islamabad ha poi sempre negato di ospitare l’organizzazione JeM.

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Chiara Gentili

di Redazione

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