Brasile: ondata di violenza nelle carceri di Manaus, il governo manda rinforzi

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 6:30 in America Latina Brasile

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Un’ondata di violenza nelle carceri di Manaus, capitale dello Stato di Amazonas, nel nord del Brasile, ha causato 57 morti e costretto il ministro della Giustizia e della Sicurezza pubblica, Sérgio Moro, a mandare una task-force delle forze di sicurezza federali.

Strangolamenti con tecniche di arti marziali, pugnalate con spazzolini da denti, queste le tecniche utilizzate per uccidere 57 persone in quattro penitenziari di Manaus tra domenica 26 e lunedì 27 maggio. Domenica erano state uccise 15 persone durante scontri nel penitenziario Anísio Jobim. Le autorità locali già in serata avevano comunicato di aver preso il controllo del carcere e sedato la sommossa. Il giorno dopo 42 persone sono state uccise in quello e in altri tre penitenziari.

Gli omicidi sono stati associati dagli investigatori a conflitti interni che si verificano nelle prigioni Manaus almeno dal 2017, quando una rivolta durata 17 ore ha provocato 56 morti. Inoltre, lo scorso dicembre un agente carcerario è stato ucciso all’interno della prigione.

Il Dipartimento correzionale dello stato di Amazonas aveva comunicato che la situazione era sotto controllo già alla fine della domenica pomeriggio, quando un battaglione della Polizia Militare è stato mobilitato per entrare in alcune prigioni. Dopo gli omicidi di lunedì 27, il governo federale ha informato che, su richiesta del governo di Amazonas, invierà un’unità speciale di intervento carcerario nelle prigioni di Manaus.

“Formata da agenti federali della squadra anticrimine dei 26 stati della federazione e del Distretto Federale, questa unità obbedisce alla pianificazione definita dagli enti coinvolti nelle operazioni, ogni volta che la loro azione è necessaria” – comunica il Ministero della Giustizia e della Sicurezza pubblica riguardo alla forza inviata a Manaus.

Il ministero, guidato dall’ex giudice anticorruzione Sérgio Moro, ricorda anche che “la Forza nazionale di sicurezza pubblica (FNSP) è responsabile della sicurezza dell’area esterna del complesso carcerario di Anísio Jobim dal 9 gennaio 2017. La FNSP continuerà ad agire sul posto”. Lunedì 27 maggio, dopo i 15 morti di domenica, il ministero aveva già confermato che avrebbe rafforzato la presenza della polizia in altre carceri dello Stato come “misura precauzionale”. In precedenza, il segretario dell’Amministrazione penitenziaria di Amazonas, il colonnello Marcos Vinicius Almeida, escludeva l’ipotesi di una “ribellione” e diceva che le morti erano avvenute durante la visita domenicale per una “disputa tra i detenuti”.

Le vittime di domenica, secondo Almeida, sono morte asfissiate o accoltellate con spazzolini da denti. “Questo normalmente non accade mai durante le visite, alcuni sono morti all’interno delle loro celle con le porte chiuse, molti hanno commesso crimini di fronte a parenti” – ha spiegato il segretario. Secondo il Segretariato, non erano previste fughe o attacchi alle guardie carcerarie, ma solo una resa dei conti interna. Nessun familiare di detenuti in carcere per la visita è stato preso in ostaggio. Il movente della rissa che causato l’ondata di violenza sarà oggetto di indagine da parte delle autorità, che hanno temporaneamente sospeso visite ai penitenziari.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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