Borrell: “Russia è un nemico”, Mosca convoca l’ambasciatore

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 8:28 in Russia Slovenia

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Il ministero degli Esteri russo ha convocato martedì 28 maggio l’ambasciatore spagnolo a Mosca, Fernando Valderrama, per esprimere la sorpresa e la delusione del governo della Federazione per le dichiarazioni del Ministro degli Esteri in carica, Josep Borrell, in un’intervista del 23 maggio scorso al quotidiano barcellonese El Periódico, che la Russia considera “ostile”.

Il ministero degli Esteri russo avverte in una dichiarazione che le affermazioni di Borrell, capolista del Partito Socialista alle elezioni europee di domenica 26 maggio, rappresentano “un danno alle relazioni tra Russia e Spagna”.

Nell’intervista, in risposta a una domanda sul ruolo che l’Europa dovrebbe svolgere nelle questioni geopolitiche nel nuovo mondo che si sta creando, Borrell ha affermato, tra le altre cose, che “il nostro vecchio nemico, la Russia, dice di nuovo ‘io sono qui’, ed è di nuovo una minaccia, mentre la Cina appare come un rivale”.

Per queste affermazioni, il dicastero diretto da  Sergej Lavrov ha espresso a Valderrama “la sorpresa e la delusione per le dichiarazioni poco amichevoli del ministro degli Esteri, delle Politiche europee e della Cooperazione in carica, Josep Borrell, in relazione alla Russia” – si legge nella nota ufficiale della diplomazia russa.

Il Ministero degli Affari Esteri russo sottolinea inoltre che le relazioni bilaterali sono viste da entrambe le parti come “una partnership amichevole e reciprocamente vantaggiosa”, come riflettono tutti i documenti ufficiali “firmati dai due paesi negli ultimi tempi”.

Fonti dell’Ambasciata di Spagna a Mosca hanno confermato l’incontro, che ha avuto luogo su iniziativa del Primo Dipartimento Europa del Ministero e il cui direttore, Aleksej Paramonov, ha consegnato personalmente all’ambasciatore Valderrama la protesta della Federazione russa.

Nell’intervista a El Periódico, il ministro ha dichiarato che “in effetti esiste ormai un nuovo mondo che non si sarebbe potuto immaginare cinque anni fa. Trump  non era presidente, non c’era la Brexit, non aveva avuto luogo la crisi degli immigrati, la guerra in Siria… molto è cambiato. Il nostro alleato ci volta le spalle. Il nostro vecchio nemico, la Russia, dice di nuovo ‘io sono qui’, ed è di nuovo una minaccia, mentre la Cina appare come un rivale”.

Nella stessa intervista Borrell aveva dichiarato: “Questo è ciò che rende più urgente e più necessario per gli europei unire le forze, ora dobbiamo imparare a lavorare con una logica di potenza, perché viviamo in un mondo di potenze. Non abbiamo più l’ombrello americano a proteggerci, come dice Trump, in qualche modo stavamo sfruttando senza pagare un sistema pagato dagli americani, e questa certamente è una ragione, ma ad ogni modo dobbiamo avere un certo grado di autonomia strategica”.

 

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Traduzione dal russo e dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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