Algeria: professori e studenti manifestano nella capitale

Pubblicato il 29 maggio 2019 alle 11:15 in Africa Algeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Ad Algeri, migliaia di studenti e insegnanti sono scesi in piazza per manifestare contro l’attuale controllo del Paese da parte delle forze armate, in vista delle elezioni di luglio.

I manifestanti stanno mantenendo una certa pressione sull’élite al governo e continuano a chiedere cambiamenti radicali nel Paese. Le manifestazioni arrivano quasi due mesi dopo le dimissioni del presidente Abdelaziz Bouteflika, veterano della guerra d’indipendenza che ha dominato la scena politica per decenni. A seguito delle dimissioni del presidente, avvenute il 2 aprile, le manifestazioni non si sono fermate. Ad Algeri si sono verificati una serie di scontri, nella giornata di martedì 9 aprile. Lo stesso giorno, il Parlamento algerino ha ufficialmente confermato come capo di Stato ad interim il presidente del Senato, Abdelkader Bensalah, che sarebbe rimasto in carica per 90 giorni. 

L’attuale capo di Stato è un membro dell’esercito, il tenente generale Ahmed Gaid Salah, che è emerso dopo il ritiro del suo ex superiore, a causa delle proteste. I manifestanti lo accusano di essere, come molti altri, un sostenitore dell’era di Bouteflika. Le piazze chiedono che tutti questi individui si ritirino dalla scena politica, prima che vengano indette le nuove elezioni. “Niente elezioni con questi gruppi mafiosi”, ha gridato la folla, durante le manifestazioni del 28 aprile. Le ultime proteste arrivano quando Gaid Salah ha chiesto che le parti si concedano “concessioni reciproche”, riferendosi all’esecutivo e ai leader delle proteste. Le manifestazioni che hanno portato all’attuale situazione, in Algeria, hanno avuto inizio il 22 febbraio, dopo che il vecchio presidente aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi per un quinto mandato come capo di Stato. 

L’uscita di scena di Bouteflika non ha placato i manifestanti, che continuano a chiedere lo smantellamento dell’intera élite di governo, il passaggio a un sistema maggiormente democratico, la repressione della corruzione sistemica e del clientelismo. L’esercito rimane l’istituzione più potente in Algeria, avendo influenzato la politica per decenni. Il 30 aprile, Gaed Salah, che aveva partecipato alle dimissioni di Bouteflika, avendolo dichiarato inadatto all’ufficio, ha riferito che diversi casi di corruzione sarebbero venuti alla luce. Diversi membri dell’élite al potere, tra cui il ministro delle finanze, Mohamed Loukal, l’ex primo ministro, Ahmed Ouyahia, e alcuni uomini d’affari sono stati indagati nelle ultime settimane. “La magistratura è stata liberata da tutte le pressioni”, ha dichiarato Salah in un discorso nella città orientale di Costantina. “Il paese sarà purificato dalla corruzione e dalle persone corrotte”, ha aggiunto.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.