Movimento per lo Yemen del Sud: Emirati Arabi Uniti occupano nostro territorio

Pubblicato il 28 maggio 2019 alle 9:51 in Emirati Arabi Uniti Yemen

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Il capo del Movimento per lo Yemen del Sud, il generale Ali Muhammad al-Saadi, ha definito la presenza degli Emirati Arabi Uniti ad Aden, una delle principali città yemenite, ed in altri governatorati del Paese, una forma di occupazione.

Il generale ha dichiarato che Abu Dhabi riferisce di aver formato un esercito nel Sud dello Yemen, che sostiene e finanzia, sia economicamente sia militarmente. In realtà, secondo al-Saadi, le uniche milizie presenti nell’area sono locali, e sono considerate una “bomba ad orologeria che gli Emirati faranno scoppiare quando percepiranno che la loro presenza nel Paese non è più gradita”. Gli Emirati costituirebbero, inoltre, un piccolo Paese e presto abbandoneranno sia lo Yemen sia l’Arabia Saudita, ha continuato il generale.

Il Movimento per lo Yemen del Sud, noto anche con il nome di “al-Hirak”, è un movimento secessionista, nonché un’organizzazione politica e paramilitare, attiva nella regione meridionale del Paese dal 2007. Il suo obiettivo principale è la separazione dalla Repubblica dello Yemen. Sin dal 22 maggio 1990, data dell’unione tra Yemen settentrionale e meridionale, le spinte secessioniste del Paese non sono mai state frenate. Tra le contestazioni iniziali, l’annessione delle terre, sede di gran parte delle riserve petrolifere del Paese, allo Yemen del Nord. Dopo il colpo di Stato degli Houthi, il 20 gennaio 2015, il movimento si è alleato con le forze del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, partecipando attivamente alla mobilitazione contro l’invasione dei ribelli sciiti. Attualmente il Movimento controlla tutte le province meridionali, compresa Aden, la capitale dell’ex Yemen del Sud, nonché centro di potere per i separatisti e porto strategico per il Paese.

Il capo dell’Ufficio politico del Movmento, Fadi Baoum, aveva precedentemente invitato il presidente yemenita ad espellere gli Emirati dalla coalizione a guida saudita. Anche per Fadi, tale Paese costituirebbe una potenza colonizzatrice, che sostiene i focolai di tensione presenti nel Sud dello Yemen, in particolare Socotra, Hadramawt, Aden, Shabwa, al-Mahrah, Abyan e Bab al- Mandeb. “Gli Emirati sono venuti per soddisfare i loro interessi e le loro ambizioni nel Sud, non per aiutare il popolo yemenita. Non hanno lasciato alcuno spazio libero. Tutto è nelle loro mani, compresi porti e pozzi petroliferi”, ha dichiarato Baoum, precisando che è il popolo yemenita ad essersi sacrificato in quell’area, non gli emiratini.

Da parte sua, il ministro degli Esteri di Abu Dhabi, Anwar Mohammed Gargash, ha evidenziato il ruolo del suo Paese all’interno della coalizione, volto a contrastare la presenza dei ribelli Houthi nello Yemen. Gargash si è detto sorpreso di chi ritiene che la presenza degli Emirati in Yemen sia un segnale della loro avidità. Secondo il ministro, il sangue versato dai martiri emiratini ha contribuito a sconfiggere i ribelli sciiti, impedendone la vittoria.

Lo Yemen rappresenta un teatro di guerra, testimone di scontri e rivalità tra fazioni diverse. La guerra civile è scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui gli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti Houthi, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015 a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

Gli Emirati erano considerati inizialmente sostenitori dei separatisti del Movimento per il Sud, soprattutto a livello militare. Il 6 maggio 2018, hanno occupato militarmente l’isola di Socotra, senza

alcuna autorizzazione da parte di Hadi. In precedenza si erano stabiliti nell’area, dove avevano costruito infrastrutture, stretto contratti di lavoro e censito la popolazione. Questa ed altre azioni hanno spinto il Movimento del Sud a considerare gli Emirati una potenza colonizzatrice.

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di Redazione

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