Brasile: sostenitori di Bolsonaro in piazza

Pubblicato il 28 maggio 2019 alle 6:30 in America Latina Brasile

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Il nucleo duro dei sostenitori del presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha dato una prova di forza domenica 26 maggio con una serie di manifestazioni di piazza in difesa dell’agenda legislativa del presidente e per fare pressione sul Congresso e sulla Corte Suprema, accusati di boicottare le riforme volute dall’esecutivo. L’atteggiamento del presidente è stata volutamente ambivalente: il governo non ha partecipato alle manifestazioni, ed ha sottolineato la propria neutralità, ma ha incoraggiato la mobilitazione, anche la stessa mattina di domenica, twittando e condividendo video dei manifestanti. Decine di migliaia di persone hanno sfilato in 350 città due settimane dopo la manifestazione degli studenti, la prima protesta popolare importante contro il governo di destra radicale al potere a Brasilia dal 1 gennaio scorso.

Dopo aver lasciato la chiesa evangelica dove di solito assiste alla messa, Jair Bolsonaro ha detto: “È un giorno in cui le persone sono in piazza non per difendere un presidente, un politico o chicchessia, è gente che si sta mobilitando per difendere il futuro di questa nazione”. In serata il presidente ha ribadito un concetto espresso già su twitter prima delle manifestazioni, e cioè che “coloro che chiedono la chiusura del Congresso o la Corte suprema sono confusi” e ha insistito che le marce sono state “democratiche”.

Le proteste erano state convocate diffusamente tramite le reti sociali, senza un unico tema che non fosse quello di sostegno al presidente in carica, ma con diversi appelli, tra cui alcuni che, con il pretesto che sono controllati da esponenti della vecchia politica battuti alle elezioni dello scorso autunno, chiedono in modo esplicito la chiusura delle due camere, del tribunale supremo e della corte costituzionale.

Le manifestazioni sono state considerate un successo anche dagli avversari del presidente con migliaia di persone vestite con i colori verde-oro della bandiera, le cui immagini sono state trasmesse anche dai figli di Bolsonaro e da alcuni membri del partito social-liberale del presidente. Tuttavia, le dimostrazioni non hanno avuto il sostegno dei partiti storici della destra brasiliana e di diversi movimenti che sin dalla notte elettorale del 2014 hanno portato il Brasile in piazza per protestare contro la rielezione di Dilma Rousseff e che, contro la corruzione, hanno tenuto viva la protesta nei quattro anni successivi, giocando un ruolo essenziale nell’impeachment che ha deposto la presidente di sinistra ad agosto 2016. La deriva antidemocratica dei bolsonaristi, secondo diversi analisti, preoccupare anche questi gruppi.

 

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Traduzione dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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