Ancora tensioni tra USA e Corea del Nord

Pubblicato il 28 maggio 2019 alle 6:33 in Corea del Nord USA e Canada

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Il Ministero degli Esteri della Corea del Nord, lunedì 27 maggio, ha definito “più che ignoranti” le recenti dichiarazioni del consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, John Bolton. Secondo Pyongyang, i test missilistici sono necessari all’auto-difesa e non violano il diritto internazionale.

Bolton aveva dichiarato, il 22 maggio, che le recenti attività missilistiche della Corea del Nord avevano “senza dubbio” violato le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. “La sua dichiarazione è molto più che ignorante”, ha replicato un portavoce del Ministero degli Esteri della Corea del Nord. “Le nostre esercitazioni militari non hanno preso di mira nessuno né messo in pericolo i Paesi circostanti, ma Bolton ci accusa di aver violato ‘delle risoluzioni’, mettendo impudentemente il naso in questioni interne”, ha poi aggiunto. Secondo le autorità del Paese asiatico, rinunciare ai test missilistici significherebbe negarsi il diritto all’autodifesa.

Bolton, che è spesso bersaglio delle critiche della Corea del Nord, è più un “consigliere contro la sicurezza” che per la sicurezza, ha dichiarato il portavoce. “Non è affatto strano che tali parole perverse escano sempre dalla bocca di un ragazzo strutturalmente difettoso”, ha aggiunto. Tali forti critiche si riferiscono al fatto che la Corea del Nord, il 4 maggio, aveva lanciato numerosi vettori a corto raggio dalla costa orientale in direzione del mar del Giappone, in un clima di rinnovate tensioni dopo lo stallo delle trattative con Washington per la denuclearizzazione.

A dare l’annuncio per primo è stato il Comando di Stato maggiore congiunto della Corea del Sud. In un primo momento, il comunicato militare ha descritto un lancio missilistico, ma in un secondo tempo il messaggio è diventato più vago, parlando genericamente di “vettori non identificati”. Un secondo test missilistico è stato effettuato poi il 9 maggio. I missili testati hanno seguito una traiettoria a bassa quota e le autorità americane, insieme a quelle di Seul, hanno sospettato che si trattasse di “missili balistici”. Un’esercitazione militare con tali armamenti sarebbe risultata nella violazione di alcune risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Tuttavia, la Casa Bianca ha minimizzato gli eventi e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che i missili erano a corto raggio, che possono essere testati, e non sussisteva quindi alcuna violazione della sua fiducia da parte del leader della Nord Corea, Kim Jong-Un.

Quest’ultima incomprensione si verifica in un momento molto delicato del rapporto tra i due Paesi. Il 30 aprile, il vice ministro degli Esteri della Corea del Nord, Choe Son Hui, aveva affermato che gli Stati Uniti potrebbero affrontare “conseguenze indesiderate” se non si presenteranno ai futuri colloqui sulla denuclearizzazione con un diverso atteggiamento. Tali incontri sono previsti entro la fine dell’anno e rappresenteranno il terzo incontro tra Washington e Pyongyang, dopo anni di rapporti estremamente tesi tra i due Paesi sul tema della minaccia nucleare Nord coreana.

Il secondo e più recente vertice tra i due leader, tenutosi ad Hanoi il 28 febbraio 2019, si era concluso bruscamente e senza alcun progresso verso l’obiettivo di Washington: indurre la Corea del Nord a rinunciare completamente allo sviluppo di armi nucleari. La possibilità di nuovi colloqui, per riprendere le negoziazioni, da parte del presidente americano è stata confermata l’11 aprile. Alle domande relative alla possibilità di cancellare le sanzioni contro la Corea del Nord, Trump non ha risposto, ma ha sottolineato che gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno discusso come risolvere, prima, “alcune questioni umanitarie”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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