Sri Lanka: operazione anti-terrorismo, catturati 100 sospetti islamisti

Pubblicato il 27 maggio 2019 alle 17:27 in Asia Sri Lanka

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In una recente operazione durata quattro giorni, le forze di sicurezza dello Sri Lanka hanno arrestato all’incirca 100 sospetti accusati di avere legami con il gruppo islamista responsabile degli attentati di Pasqua del 21 aprile. Almeno 3.000 membri del personale militare sono stati dispiegati intorno alla capitale del Paese, Colombo, e ad altre città chiave per condurre fitte operazioni di ricerca e cattura, iniziate giovedì 24 maggio e terminate domenica 26.

Nei primi 3 giorni, già 87 sospettati erano stati fermati e presi in custodia dalla polizia. “Il numero di persone detenute dovrebbe ormai essere arrivato a 100”, ha riferito un funzionario della sicurezza, aggiungendo che molti sono stati colti in possesso di armi illegali. Alcuni sono stati catturati insieme a filmati e altri strumenti di propaganda a favore del gruppo islamista locale, il National Thowheeth Jama’ath (NTJ), accusato degli attentati del 21 aprile. La scorsa settimana, anche un funzionario del Parlamento è stato arrestato dalla polizia per sospetti legami con il NTJ.

Lo Stato islamico ha altresì rivendicato il suo ruolo negli attacchi. Il leader dell’ISIS, Al-Baghdadi, nella sua ultima apparizione, in un video rilasciato il 29 aprile, ha dichiarato che gli attentati di Pasqua sono stati effettuati dallo Stato Islamico e hanno rappresentato una vendetta per l’ultimo assalto contro Baghuz, in Siria, durante il quale l’autoproclamato califfato islamico ha perso la sua ultima roccaforte nel Paese. 

Incursioni analoghe a quelle effettuate nella capitale sono state condotte nella Provincia Nord Occidentale, a nord di Colombo, dove le rivolte anti-musulmane, esplose dall’inizio di maggio, hanno causato la morte di un uomo e hanno distrutto centinaia di negozi, case e moschee.

A seguito degli attentati di Pasqua, effettuati contro 3 chiese e 4 hotel del Paese, con un bilancio di 253 morti e oltre 500 feriti, la vita nello Sri Lanka rimane ancora sconvolta. Il 7 maggio, il comandante dell’esercito, Mahesh Senanayake, ha sollecitato i cittadini a riprendere le normali attività e ha chiesto di fidarsi delle forze di sicurezza. “Chiedo alla gente di non avere inutilmente paura, di non credere alle voci”, ha dichiarato. “Credete nei soldati e nella polizia che hanno sconfitto una delle organizzazioni terroristiche più letali al mondo”.

Mentre le autorità affermano che l’immediata minaccia estremista islamica è stata offuscata, il presidente dello Sri Lanka, Maithripala Sirisena, ha deciso di prorogare per un mese lo stato di emergenza di 30 giorni imposto dopo gli attentati. Secondo il leader del Paese, la mossa ha l’obiettivo di mantenere la “sicurezza pubblica” in uno Stato ancora scosso dai recenti avvenimenti. I cristiani costituiscono il 7,6% della popolazione e i musulmani sono il 10% dello Sri Lanka, in un Paese principalmente buddista.

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Chiara Gentili

di Redazione

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