Spagna: per i socialisti vittoria dimezzata

Pubblicato il 27 maggio 2019 alle 9:58 in Europa Spagna

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Il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) del premier Pedro Sánchez è nettamente il primo partito spagnolo. È quanto emerge dalle urne dell’election day del 26 maggio, con gli spagnoli chiamati al voto per i comuni, per 12 Comunità Autonome e per le europee. 

Al parlamento di Strasburgo il PSOE manda 20 eurodeputati, con oltre il 32% dei voti. I popolari recuperano leggermente rispetto alle elezioni politiche e con il 20% conquistano 12 seggi. 7 deputati per i liberali di Ciudadanos, 6 vanno a Unidas Podemos, 3 alla destra radicale di Vox, altri 3 all’alleanza indipendentista di sinistra Ahora Repúblicas (Sinistra Repubblicana di Catalogna, Bildu e altri), 2 a Junts per Catalunya, la formazione dell’ex presidente catalano Carles Puigdemont, uno al Partito Nazionalista Basco.

I socialisti arrivano primi anche in 10 delle 12 comunità autonome chiamate al voto, conquistando anche roccaforti storiche del Partito Popolare (PP) come Castilla y León, dove la destra governa sin dal 1987 e la cui presidenza fu il trampolino di lancio della carriera politica dell’ex premier José María Aznar, la Regione di Murcia e la Comunità di Madrid, dove il PP governa sin dal 1995. Le uniche regioni dove i socialisti non hanno vinto sono la Navarra, dove è in testa la coalizione di centro-destra Navarra Suma e la Cantabria, dove vince il Partito Regionalista Cantabro, che con i socialisti governa in alleanza.

PSOE primo partito alle comunicali, tra cui in 27 capoluoghi di provincia tra cui Siviglia, Saragozza, Toledo e Valladolid. I popolari arrivano in testa in 12 capoluoghi, tra cui Málaga, Murcia, Oviedo e Alicante e nelle città autonome di Ceuta e Melilla. I nazionalisti baschi del PNV sono in testa nei tre capoluoghi baschi, a Pamplona è in testa Navarra Suma, a Valencia i regionalisti di sinistra di Compromís, coalizioni di sinistra radicale sono prime in tre capoluoghi: Madrid, Pontevedra e Cadice. Sinistra Repubblicana di Catalogna è in testa a Barcellona e Lleida, Junts per Catalunya a Girona, di cui era sindaco Puigdemont. 

Tuttavia, alla vittoria socialista fa da contraltare il crollo di altre formazioni di sinistra, a partire da Unidas Podemos, mentre la divisione del centro destra tra Popolari, Ciudadanos e Vox a differenza delle elezioni politiche del 28 aprile scorso ora potrebbe pagare. In numerose Comunità autonome e in quasi tutti i comuni saranno necessari patti per eleggere presidenti e sindaci e le forze di destra sono maggioranza nella Comunità di Madrid, in Aragona, Castilla y León e Murcia. Anche alle Canarie un’alleanza tra la destra e i regionalisti di Coalición Canaria potrebbe lasciare la presidenza in mano a questi ultimi, sconfitti dal PSOE per la prima volta in 28 anni. Quanto ai comuni la destra è maggioranza a Madrid, Saragozza, Granada e altre grandi città. 

Il rischio di perdere potere municipale e autonomico nonostante la vittoria elettorale è testimoniato dall’appello che nella notte elettorale il premier Sánchez ha lanciato un appello al PP e a Ciudadanos a non stringere patti con l’estrema destra di Vox. “È ora di rompere il cordone sanitario che avete costruito attorno al Partito Socialista” – ha detto Sánchez rivolto al liberale Albert Rivera e al popolare Pablo Casado.

Casado, duramente sconfitto il 28 aprile, potrebbe ora rimanere alla guida del PP, soprattutto alla luce della riconquista di Madrid. Sebbene secondo dietro Manuela Carmena, prima cittadina ucente, di Ahora Madrid, coalizione di sinistra radicale che ha rotto con Podemos, il PP, con Ciudadanos e Vox, è quasi sicuro di eleggere il nuovo sindaco e di salvare anche la poltrona di presidente della Comunità autonoma. 

Il liberale Albert Rivera ha assicurato “governeremo Madrid”, ma non si è sbilanciato su patti e alleanze in altre regioni e comuni. In moltissimi casi, dal nord al sud del paese, Ciudadanos è la chiave per eleggere sindaci e presidenti. Un’apertura dei liberali a livello locale avrebbe conseguenze anche sulla formazione del governo nazionale.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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