La Russia invita talebani e afghani ai colloqui di Mosca

Pubblicato il 27 maggio 2019 alle 18:08 in Afghanistan Russia

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Le autorità afghane sono attese a una riunione di due giorni con i talebani, il 27 e il 28 maggio, a Mosca. Il portavoce dei ribelli, Suhail Shaheen, ha dichiarato che, in loro rappresentanza, anche i talebani invieranno una delegazione per partecipare all’incontro, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Sarà altresì presente il capo dell’Alto Consiglio di pace dell’Afghanistan, Karim Khalili, incaricato di facilitare i colloqui di pace tra Kabul e i ribelli.

Tali colloqui sarebbero i secondi ad avvenire in Russia, dopo che la delegazione del movimento e i leader dell’opposizione si sono incontrati a febbraio, in una rara seduta tra le due parti, che ha visto alcuni membri dei talebani e diversi politici afghani pregare insieme e chiacchierare durante i pasti. L’incontro è stato tuttavia informale e nessun rappresentante dell’attuale amministrazione del presidente Ashraf Ghani era presente ai colloqui.

Il 9 maggio si sono conclusi i negoziati di pace tra Stati Uniti e talebani a Doha, in Qatar. Da quel momento, le due parti continuano ad apparire in evidente contrasto sulla questione chiave del ritiro delle forze straniere dall’Afghanistan, principale tema di discussione agli incontri svoltisi dall’1 al 9 maggio. Si è trattato del sesto round di negoziati tra talebani e USA. Tali colloqui hanno tentato di porre fine alla più lunga guerra degli Stati Uniti. Suhail Shaheen, portavoce dei talebani durante i colloqui di Doha, aveva riferito in un post su Twitter che i negoziati erano stati “positivi e costruttivi”, aggiungendo che le parti si sarebbero incontrate di nuovo. “Entrambe le fazioni si sono ascoltate con cura e pazienza”, aveva comunicato Shaheen. Da parte sua, il capo della delegazione degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, ha dichiarato che i colloqui con i talebani stanno facendo progressi costanti, ma lenti. Khalilzad ha tuttavia sottolineato una crescente frustrazione per l’inarrestabile violenza che continua a minare la sicurezza del Paese.

Da parte sua, la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. Tale dichiarazione è arrivata a seguito della richiesta dei talebani di fornire una data precisa per il ritiro completo delle forze straniere dal Paese. Nicolas Kay, rappresentante della NATO per l’Afghanistan, ha dichiarato che l’alleanza vuole assicurarsi della stabilità dell’area, prima di pensare ad un ritiro delle proprie forze. “Un accordo di pace sarà duraturo e sostenibile solo se si baserà sui progressi fatti negli ultimi 17 o 18 anni “, ha affermato. Con tale dichiarazione, Kay ha menzionato, nello specifico, lo sviluppo della democrazia e la crescente attenzione per la tutela dei diritti umani.

I negoziati tra le parti risultano particolarmente importanti in questo periodo, caratterizzato da una crescente conflittualità nel Paese. Da decenni, l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. In seguito al crollo del regime sovietico, i talebani si sono affermati come gruppo dominante e, alla fine di una sanguinosa guerra civile tra diversi gruppi locali, hanno governato gran parte dell’Afghanistan dal 1996. Dopo essere stati decimati dagli americani, a seguito dell’invasione del 2001 e dell’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Con una serie di attacchi alle attuali istituzioni afghane, le milizie talebane tentano di riprendere il controllo del governo. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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