Catalogna: il ritorno di Puigdemont

Pubblicato il 27 maggio 2019 alle 10:12 in Europa Spagna

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L’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont è riuscito a imporsi sul suo rivale di Esquerra Republicana de Catalunya, Oriol Junqueras, alle elezioni europee di domenica 26 maggio. Puigdemont ha conquistato il 28% dei voti in Catalogna contro 21% del leader del ERC, incarcerato a Soto del Real, accusato di ribellione e appropriazione indebita, tra gli altri reati, per l’organizzazione del referendum indipendentista del 1 ottobre 2017. Puigdemont, latitante per la giustizia spagnola e rifugiatosi in Belgio, si è candidato senza alleati alle europee ed ha ottenuto due seggi grazie al voto catalano. La candidatura di ERC, che comprende anche Bildu, la sinistra indipendentista basca e altre formazioni indipendentiste, ha conquistato tre deputati grazie al sostegno conquistato anche in altre regioni spagnole.

Mai elezioni europee avevano generato così tante aspettative in Catalogna in chiave interna. I leader delle due anime del movimento indipendentista si erano presentati agli elettori come in una sorta di anticipo delle elezioni autonomiche catalane che entrambe le formazioni, secondo fonti del quotidiano El País, sono convinte che saranno anticipate alla fine di quest’anno. Puigdemont è arrivato nettamente sopra Junqueras con una lista che era diretta da lui e dall’ex assessore, anch’egli latitante in Belgio, Toni Comín. Puigdemont ha vinto in tutte le quattro province catalane (Barcellona, Tarragona, Lleida e Girona) e ERC è arrivata in terza posizione, dietro i socialisti, che hanno ottenuto il 22% dei voti.

Ciò che non è chiaro è se il successo elettorale di Puigdemont si tradurrà direttamente in termini di rappresentanza parlamentare a Strasburgo. Infatti, l’ex presidente catalano dovrebbe andare in Spagna per essere accreditato come eurodeputato se vuole ottenere la sua registrazione come tale, e in Spagna il mandato di arresto è ancora attivo con lo stesso processo della Corte Suprema che giudica altri ex membri del governo catalano per ribellione, sedizione e appropriazione indebita, tra altri reati collegati al referendum indipendentista. I servizi legali del Parlamento europeo riconoscono in un rapporto richiesto dal presidente dell’Eurocamera, Antonio Tajani, il diritto dei candidati con mandati di arresto pendenti di partecipare alle elezioni europee, ma insistono che “la loro presenza a Madrid è necessaria per essere in grado di giurare sulla Costituzione spagnola e di essere inclusi nelle liste che le autorità spagnole comunicheranno al Parlamento europeo”.

Il leader di Junts per Catalunya ha assicurato durante tutta la campagna elettorale che sarà eurodeputato e che sarà in grado di esercitare come tale perché godrà dell’immunità a partire dal giorno stesso del voto. Tuttavia, Puigdemont si è rifiutato di chiarire se si recherà a Madrid per giurare sulla Costituzione prima della sessione costitutiva del Parlamento europeo prevista per il 2 luglio prossimo.

Sinistra Repubblicana di Catalogna, tuttavia, è il primo partito in termini di rappresentanza locale. Oltre ad essere la lista più votata a Barcellona, è il partito che ha conquistato il maggior numero di consiglieri comunali in Catalogna alle elezioni municipali tenutesi lo stesso 26 maggio.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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