Arabia Saudita: Qatar invitato al prossimo vertice di emergenza del Consiglio di cooperazione del Golfo

Pubblicato il 27 maggio 2019 alle 12:15 in Arabia Saudita Qatar

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L’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha ricevuto un invito da parte del re saudita Salman per aderire al vertice di emergenza del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC) fissato per il 30 maggio alla Mecca. Il vice primo ministro e ministro degli Esteri qatarino, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha riferito che la partecipazione è stata comunicata dal segretario generale del GCC, Abdullatif bin Rashid Al Zayani, mentre si trovava in visita a Doha, domenica 26 maggio.

All’inizio del mese, il re Salman aveva proposto di programmare una serie di colloqui e vertici di alto livello alla Mecca per discutere dei crescenti livelli di tensione registrati nella regione del Golfo. Nella stessa giornata di domenica, i ribelli yemeniti Houthi, schierati con l’Iran, hanno condotto un nuovo attacco con droni contro gli hangar militari dell’aeroporto saudita Jizan, non distante dalla frontiera con lo Yemen. Si è trattato del terzo raid aereo compiuto solo nel giro di una settimana. Il 22 maggio, il gruppo aveva effettuato un attacco con droni contro l’aeroporto saudita di Najran, prendendo di mira le strutture dove si trovano gli aerei da guerra e un deposito di armi. Tale attacco si era verificato meno di 24 ore dopo un primo assalto contro lo stesso aeroporto, avvenuto il 21 maggio, e rivendicato ugualmente dagli Houthi. Il giorno precedente, il 20 maggio, Riad aveva accusato gli stessi ribelli di aver effettuato raid aerei in due città nei pressi della Mecca. Da parte sua, il movimento ha negato qualsiasi coinvolgimento in assalti che prendessero di mira la città sacra dell’Islam.

Tali attacchi contribuiscono ad aggravare la situazione già estremamente tesa nella regione. Martedì 14 maggio, gli Houthi avevano lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Nel rivendicare l’attacco, i ribelli sciiti lo hanno definito una vendetta per i raid aerei che la coalizione a guida saudita continua ad effettuare contro infrastrutture civili yemenite. L’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di aver ordinato l’attacco alle infrastrutture petrolifere e ha bombardato la capitale dello Yemen, Sana’a, che è controllata dagli Houthi. Teheran, tuttavia, nega di essere dietro agli attacchi e afferma che il Paese non cerca la guerra.

I raid contro la capitale dello Yemen mirano a indebolire i ribelli sciiti, che controllano vaste aree del Paese fin dallo scoppio della guerra civile, il 19 marzo 2015. Nel conflitto, sono presenti due fazioni: da una parte, i ribelli Houthi, supportati dall’Iran, e, dall’altra, le forze governative del presidente Rabbo Mansour Hadi. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli Stati Uniti. 

L’Arabia Saudita è un forte alleato di Washington. Il 6 maggio, gli USA hanno schierato una portaerei Abraham Lincoln e una task force di cacciabombardieri B-52 nel Golfo, giustificandoli come risposta a una serie di “preoccupanti segnali di escalation” da parte dell’Iran. In particolare, la Casa Bianca sostiene che, a conferma della campagna lanciata da Teheran, una serie di recenti attacchi ha mirato a colpire gli interessi statunitensi nell’area. Tra questi, un razzo lanciato nella Zona Verde di Baghdad, nei pressi dell’ambasciata americana in Iraq, il 19 maggio, oltre ai numerosi attacchi e atti di sabotaggio contro petroliere e mezzi navali sauditi nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Nel giugno 2017, l’Arabia Saudita, l’Egitto, il Bahrain e gli Emirati Arabi Uniti hanno interrotto i legami con il Qatar e imposto un blocco di terra, mare e aria contro lo Stato del Golfo. Il quartetto accusa Doha di sostenere il terrorismo e alcuni movimenti politici di opposizione considerati illegali, come i Fratelli Musulmani. Il Qatar ha ripetutamente respinto le accuse definendole del tutto infondate.

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Chiara Gentili

di Redazione

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