Burkina Faso: attacco a chiesa, 4 morti

Pubblicato il 27 maggio 2019 alle 6:00 in Africa Burkina Faso

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Alcuni uomini armati hanno fatto irruzione in una chiesa del Burkina Faso settentrionale, domenica 26 maggio, e hanno sparato sui fedeli, uccidendo 4 persone; è almeno il quarto attacco diretto contro la comunità cristiana nell’ultimo mese.

Altri fedeli sono rimasti feriti nell’attacco, avvenuto durante la messa mattutina di domenica, presso una chiesa nei pressi del villaggio di Titao; a renderlo noto è stato un ufficiale delle forze di sicurezza locali. Al momento, l’attacco non è stato rivendicato da alcun gruppo terroristico. Il governo nazionale ha additato gruppi terroristici operativi nel Paese e nella regione africana del Sahel in generale. Gli attacchi del mese di maggio rischiano di creare tensioni all’interno della popolazione, tra la maggioranza musulmana e la minoranza cristiana, concentrata nell’area di Burkinabes; fino ad oggi, le relazioni tra le due comunità sono state pacifiche.

Il 14 maggio, quattro fedeli cattolici erano rimasti uccisi a seguito di un attacco effettuato da un gruppo di uomini armati contro una processione, nel Nord del Paese. I terroristi avevano anche distrutto alcuni simboli religiosi, tra cui una statua della vergine Maria.

Un precedente attentato in una chiesa, effettuato domenica 12 maggio, aveva causato la morte di 6 persone, tra cui il sacerdote che stava per tenere la messa, a Dablo, comune della provincia di Sanmatenga, nel nord del Burkina Faso. Anche alla fine del mese di aprile, altri 6 fedeli sono rimasti stati uccisi in un attacco contro una chiesa protestante di Silgadji, sempre nel nord del Paese. Quello di aprile è stato il primo attacco jihadista in una chiesa dal 2015.  

A lungo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti dalla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta anti-terrorista efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda attiva nell’Africa nord-occidentale.

Nonostante non siano stati effettuati attacchi contro chiese negli ultimi anni, a partire dal 2017, il Burkina Faso ha assistito ad una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche. Il Paese ha subito numerosi attacchi lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, la branca sahariana di al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM) si è unita a al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme a Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Secondo il Country Report on Terorrism 2017 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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