Yemen: terzo attacco con droni Houthi contro aeroporti sauditi

Pubblicato il 26 maggio 2019 alle 12:29 in Arabia Saudita Yemen

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I ribelli yemeniti Houthi, schierati con l’Iran, hanno condotto, domenica 26 maggio, un attacco con drone contro gli hangar militari dell’aeroporto saudita Jizan, non distante dalla frontiera con lo Yemen; si tratta del terzo raid aereo nel giro di una settimana. 

La notizia è stata divulgata dall’emittente del gruppo, Masirah TV, e non è ancora stata confermata dalle autorità di Riad né dalla coalizione a guida saudita che è impegnata a combattere il gruppo ribelle in Yemen da 4 anni.

Si tratta del terzo assalto in una settimana. Il 22 maggio, il gruppo aveva effettuato un attacco con droni contro l’aeroporto saudita di Najran, prendendo di mira le strutture dove si trovano gli aerei da guerra e un deposito di armi dell’aeroporto, situato nel Sud-Ovest dell’Arabia Saudita; la città di Najran dista 840 chilometri dalla capitale del Regno, Riad, e si trova nei pressi del confine con lo Yemen. Tale attacco si era verificato meno di 24 ore dopo un primo assalto contro lo stesso aeroporto, avvenuto il 21 maggio, e rivendicato ugualmente dagli Houthi. Il giorno precedente, il 20 maggio, Riad aveva accusato gli stessi ribelli di aver effettuato due raid in città che si trovano nei pressi della Mecca. Da parte sua, il movimento ha negato qualsiasi coinvolgimento in assalti che prendessero di mira la città sacra dell’Islam. 

 Tali attacchi arrivano in un momento estremamente teso per la regione. Martedì 14 maggio, gli Houthi avevano lanciato una serie di bombardamenti con droni contro un oleodotto in Arabia Saudita. Nel rivendicare l’attacco, i ribelli sciiti lo hanno definito una vendetta per i raid aerei che la coalizione a guida saudita continua ad effettuare contro infrastrutture civili yemenite. L’Arabia Saudita ha accusato l’Iran di aver ordinato l’attacco alle infrastrutture petrolifere e ha bombardato la capitale dello Yemen, Sana’a, che è controllata dagli Houthi. Gli ultimi raid contro la capitale, che si sono verificati il 15 maggio, hanno causato la morte di 6 civili. Tali attacchi vogliono indebolire i ribelli sciiti, che controllano vaste aree popolate dello Yemen, fin dallo scoppio della guerra civile nel Paese, avvenuto il il 19 marzo del 2015. Nel conflitto, sono presenti due fazioni: da una parte, i ribelli Houthi, supportati dall’Iran, e, dall’altra, le forze governative del presidente Rabbo Mansour Hadi. Quest’ultimo è sostenuto dalla coalizione a guida saudita, appoggiata, a sua volta, dagli Stati Uniti. 

Lo Yemen subisce l’aumento delle tensioni tra l’Iran e Stati Uniti nella regione del Golfo. L’Arabia Saudita è un forte alleato di Washington, che sostiene in una serie di rinnovati sforzi contro presunte minacce rilevate dagli Stati Uniti. Il 6 maggio, gli USA hanno schierato la portaerei Abraham Lincoln e una task force di cacciabombardieri nel Golfo, in risposta “a una serie di segnali preoccupanti di escalation” da parte dell’Iran. Adel al-Jubeir, ministro degli Affari Esteri saudita, ha dichiarato, il 19 maggio, che il Regno non vuole la guerra ma “non resterà con le mani legate” se sarà attaccato. Lo stesso giorno, anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato Teheran. “Se l’Iran vuole combattere, quella sarà la sua fine ufficiale. Non minacciare mai più gli Stati Uniti!”, si legge in un post di Trump su Twitter. 

Inoltre, il 21 maggio, un ufficiale iraniano ha accusato l’Arabia Saudita di essere tra i responsabili dell’attacco all’ambasciata americana di Baghdad, verificatosi il 19 maggio nella Zona Verde della capitale. Come riportato da al al-Jazeera, il capo del Comitato per la Sicurezza Nazionale e le Politiche Estere del Parlamento iraniano, Hishmat Allah Faht Bisha, ha dichiarato che l’offensiva fa parte della politica estera saudita, il cui scopo è creare una situazione di “caos indomabile” nella regione. Da parte americana, un ufficiale del Dipartimento di Stato ha affermato che, fino ad ora, non è stato dichiarato nessun colpevole per l’attacco a Baghdad ma ha poi aggiunto: “Se le milizie o altri membri delle forze militari iraniane sono tra i fautori, l’Iran stesso sarà ritenuto responsabile e noi risponderemo con la stessa moneta”. La tensione tra USA e i Paesi della regione continua, in questo modo, ad aumentare. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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