USA: Trump sfida il Congresso su vendita armi ad Arabia Saudita, Emirati e Giordania

Pubblicato il 25 maggio 2019 alle 14:16 in Arabia Saudita USA e Canada

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Il presidente americano, Donald Trump, dichiarando un’emergenza nazionale per via delle tensioni con l’Iran, ha bypassato le obiezioni del Congresso, venerdì 24 maggio, per finalizzare la vendita di armi per oltre 8 miliardi di dollari all’Arabia Saudita, agli Emirati Arabi Uniti e alla Giordania.

L’amministrazione Trump, venerdì 24 maggio, ha informato i comitati del Congresso americano che procederà con la vendita di armi ai tre Paesi mediorientali, aggirando la tradizionale revisione dell’organo prevista in casi di compravendite militari di grandi entità come questo. I membri del Congresso hanno per mesi bloccato le vendite di arsenali militari offensivi sia all’Arabia Saudita sia agli Emirati Arabi, in ragione dell’alto numero di vittime civili causato dalla campagna militare via cielo portata avanti dai due Stati in Yemen e per via dello scandalo sulle violazioni dei diritti umani suscitato all’indomani del caso Khashoggi.

Nel corso della terza settimana di maggio, i deputati e i consiglieri in seno al Congresso americano hanno avvertito della possibilità che Trump, frustrato dallo stop ricevuto dall’organo istituzionale, stesse considerando di avvalersi di un escamotage e sfruttare un cavillo legale presente nella legge sul controllo delle armi (Arms Control Export Act) attraverso la dichiarazione dell’emergenza nazionale. Mercoledì 22 maggio, sul suo account Twitter, il senatore democratico Chris Murphy ha commentato la mossa del presidente affermando che il leader della Casa Bianca è intenzionato a ricorrere a un simile mezzo perché sa bene che il Congresso disapproverebbe la vendita di armi: “Non c’è alcuna nuova ragione o “emergenza” per vendere bombe all’Arabia Saudita in modo che quest’ultima possa sganciarle in Yemen, e così facendo si perpetua solamente la crisi umanitaria laggiù”. In molti, sia tra le fila dei democratici sia all’interno dei suoi stessi sostenitori repubblicani, hanno criticato la mossa di Trump, dicendosi preoccupati che un simile processo possa togliere al Congresso il potere di controllare e supervisionare non solo le azioni di Trump, ma in generale quelle dei futuri presidenti, in merito alle compravendite militari internazionali.

Il presidente del Comitato per gli Affari Esteri nella Camera dei Rappresentanti americana, il senatore repubblicano Jim Risch, ha reso noto di aver ricevuto notifica formale dall’amministrazione, che intende procedere in tal senso. Mike McCaul, importante repubblicano in seno al medesimo Comitato, ha definito la strategia dell’amministrazione Trump “sfortunata”, spiegando in una dichiarazione pubblica che “probabilmente” tale mossa danneggerà le future interazioni della Casa Bianca con il Congresso, e che personalmente avrebbe di gran lunga preferito che il presidente si attenesse al processo revisionale tradizionalmente codificato dalla legge del Paese.

Quanto al Segretario di Stato, Mike Pompeo, egli ha assicurato che la decisione di aggirare il via libera del Congresso sarà un evento unico che si verificherà in via del tutto eccezionale, poiché i partner degli Stati Uniti in Medio Oriente “hanno bisogno” di tali armi a scopo deterrente contro l’Iran.

In alcuni documenti inviati al Congresso, Pompeo ha stilato un’ampia lista di prodotti e servizi che verrebbero forniti ai tre Paesi nel quadro della vendita militare; tra questi, le munizioni a guida di precisione Raytheon, supporto per il velivolo Boeing Co F-15, e missili anticarro Javelin, prodotti dalla Raytheon and Lockheed Martin Corp.

Non si tratta della prima volta che il Congresso e Trump hanno avuto opinioni divergenti in merito alla politica strategica mediorientale. In particolare, all’inizio del 2019, sia la Camera dei Rappresentanti sia il Senato avevano votato a favore della fine del supporto militare americano nella campagna in Yemen, ma il presidente ha posto il veto sulla risoluzione.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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