Un nuovo tassello nelle relazioni tra Qatar e NATO

Pubblicato il 24 maggio 2019 alle 10:46 in NATO Qatar

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Le forze armate del Qatar ed il Comando Centrale dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti hanno firmato, martedì 22 maggio, un accordo sulle procedure operative standard per le forze della NATO presenti nel Paese.

La firma è avvenuta nel Centro delle Operazioni Aeree Congiunte (CAOC) della base americana di Al-Udeid, la più grande base statunitense presente in Medio Oriente, che ospita oltre 5.000 soldati e decine di cacciabombardieri. Alla cerimonia erano presenti il vice comandante delle forze armate qatarine per gli Affari amministrativi, il generale Mohammed Alkamit Al Khayarin, ed il comandante del Comando Centrale dell’Aeronautica Militare statunitense, il generale Joseph T. Guastella.

Il Qatar ha affermato di aver precedentemente realizzato un importante partenariato con la NATO. Le relazioni tra lo Stato del Qatar e la NATO risalgono all’Iniziativa di Istanbul per la cooperazione, a cui Doha ha preso parte il 16 febbraio 2005, con l’obiettivo di intensificare la collaborazione in materia di sicurezza, stabilità, difesa, sicurezza energetica, così come per altri ambiti e questioni. L’iniziativa ha era partita nel giugno 2004, dopo un vertice tenutosi nella città turca e consiste in un partenariato tra la NATO ed alcuni paesi del Golfo, quali Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar, e Bahrain. Lo scopo è quello di avviare un dialogo con tale regione per far fronte ad alcune sfide in materia di sicurezza, tra cui la proliferazione di armi nucleari e la sicurezza marittima, all’interno di un rapporto paritario basato su un dialogo politico comune.

Nel quadro delle relazioni tra Doha e l’alleanza atlantica, uno dei momenti più significativi è stata la visita storica del 17 novembre 2006 al quartier generale della NATO da parte dell’emiro qatarino, in rappresentanza del primo Paese membro dell’Iniziativa di Istanbul ad essersi recato in tale luogo. Il Qatar ha poi preso parte all’operazione della NATO “Unified protector”, che è stata avviata nel marzo 2011, con l’obiettivo di  prestare sostegno nella guerra civile in Libia, in linea con le decisioni del Consiglio di Sicurezza n. 1970 e 1973.  

La relazione Qatar- NATO ha assunto una veste formale a partire dai colloqui del 21 marzo 2014 tra una delegazione qatarina ed alcuni funzionari dell’alleanza atlantica, dove è stato discusso un eventuale accordo di partenariato individuale (IPCP). Quest’ultimo è stato approvato ufficialmente con una lettera dell’11 luglio 2016, dove si affermava che l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord aveva approvato all’unanimità un partenariato individuale per il periodo 2016-2018. Tale accordo è non vincolante e viene rinnovato ogni due anni. L’ultimo incontro a riguardo si è tenuto il 17 e 18 settembre 2018. Il 16 gennaio 2018 il Qatar ha altresì firmato con la NATO un accordo per la sicurezza, con cui le truppe ed il personale dell’Alleanza, il 7 marzo dello stesso anno, si sono stabilite nella base militare di Al-Udeid.

Grazie al legame instauratosi, il Paese mediorientale ha avuto l’opportunità di partecipare a meeting per la discussione delle nuove strategie della NATO, cicli di formazione in ambito militare e diplomatico, incontri e visite ufficiali con i principali rappresentanti dell’Alleanza per discutere di questioni relative al mondo arabo, oltre ad indire conferenze a casa propria.

Il Qatar ha poi profuso sforzi per incoraggiare tutti i Paesi membri dell’Iniziativa di Istanbul a cooperare attivamente. Tale atteggiamento deriva dalla volontà, alla base della politica estera del Paese, di aprirsi a tutte le nazioni e alle organizzazioni con cui poter stringere relazioni stabili in grado di portare pace e stabilità nel mondo.

Con l’accordo del 22 maggio, il legame tra Doha e l’Organizzazione sembra rafforzarsi ulteriormente, in linea con gli interessi di sicurezza nazionale di Doha.

Il ministro della Difesa qatarino, Khalid bin Mohammad Al-Attiyah, il 5 giugno 2018, in un incontro con i suoi omologhi dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, a Bruxelles, aveva dichiarato: “La NATO apprezza gli sforzi profusi dal Qatar nella lotta contro l’ISIS ed il suo finanziamento. Il Paese è stato elogiato anche per il ruolo positivo svolto nella salvaguardia della sicurezza e della stabilità della regione. Per tale motivo, Doha è considerata un partner serio ed affidabile”. Il 4 giugno dello stesso anno, il ministro aveva altresì evidenziato l’ambizione del Qatar ad entrare nell’alleanza di difesa militare occidentale, considerata l’importanza del Paese in termini di qualità degli armamenti.

Tale dichiarazione era giunta ad un anno esatto dallo scoppio della “crisi del Golfo”, iniziata il 5 giugno 2017. A partire da tale data, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar, ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

Negli ultimi tempi, Kuwait, Oman e Stati Uniti hanno provato a favorire uno scioglimento della crisi. Non da ultimo, il 13 gennaio 2019, il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, si è recato a Doha ed ha evidenziato l’importanza di superare la questione per salvaguardare l’integrità ed il ruolo dell’Alleanza Strategica in Medio Oriente (Mesa). Quest’ultima consiste in un patto politico-militare, chiamato anche “NATO araba”, proposto per la prima volta il 20 maggio 2017 dal presidente della Casa Bianca, Donald Trump, con l’obiettivo di favorire una maggiore sicurezza e stabilità nella regione, alla luce della crescente minaccia iraniana.

Tuttavia, sebbene i tentativi di mediazione, fino ad ora, non abbiano portato a risultati concreti, sembra che anche dal GCC arrivino segnali di un minimo avvicinamento tra Riad e Doha.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

di Redazione

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