Pakistan: attentato a una moschea di Quetta, si cercano i responsabili

Pubblicato il 24 maggio 2019 alle 13:41 in Asia Pakistan

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Una bomba, esplosa in una moschea sunnita della città pakistana di Quetta, ha ucciso 2 fedeli e ne ha feriti 14. Lo scoppio è avvenuto mentre si svolgevano le preghiere del venerdì. “C’erano circa 100 persone quando una bomba è esplosa molto vicino al capo della preghiera”, ha riferito l’ufficiale di polizia Abdul Qayum. Non c’è stata ancora nessuna rivendicazione di responsabilità. La polizia sta indagando sul fatto.

Quetta è la capitale della provincia del Belucistan, tormentata da decenni da un’insurrezione separatista. I militanti di questo movimento di solito attaccano le infrastrutture energetiche e le forze di sicurezza. Nella provincia operano anche militanti sunniti. Questi attaccano solitamente obiettivi del governo e membri della minoranza musulmana sciita. Gli attentati alle moschee sunnite, in Pakistan, sono piuttosto rari.

A Quetta si è verificato un altro attentato recente appena dieci giorni fa, il 14 maggio, quando un ordigno artigianale, montato su una motocicletta, è stato fatto esplodere nei pressi di un veicolo della polizia che si trovava fuori da una moschea. Almeno 4 poliziotti sono morti e 11 persone sono rimaste ferite. In quel caso, però, l’attentato è stato immediatamente rivendicato con una mail da Tehrik-i Taliban Pakistan (TTP), i talebani pakistani. A seguito di tali violenze, le forze di sicurezza del Pakistan sono in massima allerta, sopratutto dall’inizio del mese sacro del Ramadan, inaugurato il 6 maggio. 

Appena un mese fa, il 12 aprile, la città di Quetta era stata sconvolta da un altro violento attacco, in cui almeno 20 persone sono state uccise e 30 sono rimaste ferite, a causa di un’esplosione in un mercato. In tale caso, l’attentato aveva preso di mira la minoranza sciita hazara che vive nella città. Gli hazara sono un’etnia di origine mongola, con alcuni tratti caucasoidi, di religione sciita, che vivono in Afghanistan, Pakistan e Iran. La comunità ha subito numerose persecuzioni nei tre Paesi dove vivono.  

Il 22 febbraio 2017, le autorità di Islamabad avevano lanciato una missione, chiamata Raad-al-Fasad, “eliminazione del caos”, per aumentare gli sforzi contro i terroristi locali. Nell’est del Pakistan, nella zona di Lahore sono stati attivi anche i militanti di al-Qaeda e dell’ISIS. La situazione per quanto riguarda il Pakistan e il terrorismo è molto controversa. A febbraio, l’India ha fatto numerose pressioni affinché il Pakistan sia mantenuto nella lista “grigia” dei Paesi sospettati di finanziare il terrorismo. Nuova Delhi ha chiesto di tenere Islamabad sotto stretto controllo, a seguito dell’attentato avvenuto il 14 febbraio nella contesa regione del Kashmir, dove 44 paramilitari indiani hanno perso la vita. L’attacco è stato rivendicato dal gruppo armato pakistano islamico Jaish-e-Mohammad. Il Pakistan è sulla lista grigia da giugno 2018. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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