Lo strano caso di narcotraffico tra Panama e Cuba

Pubblicato il 24 maggio 2019 alle 9:15 in America centrale e Caraibi Cuba

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Il sequestro di Puerto Cristobal, a Panama, di 1.517 pacchetti di cocaina conservati in 46 borse sportive all’interno di un container per il trasporto di sacchi di carbone esportati da Cuba e con destinazione Turchia, lo scorso 18 maggio, ha causato polemiche e un giallo internazionale.

Le autorità cubane hanno lamentato “l’ennesimo tentativo di coinvolgere Cuba con un caso di narcotraffico”, ed hanno ribadito l’impegno dell’isola nella lotta al traffico di droga internazionale.

“I risultati preliminari delle indagini svolte in territorio cubano e le tempestive informazioni fornite dall’Unità di controllo container e dal Servizio aereo nazionale di Panama,  sono in grado di determinare che detto container è arrivato nei terminal portuali panamensi di Manzanillo prima e di Puerto Crisóbal poi, con il sigillo posto a Cuba, luogo di origine del carico, tutta la documentazione di accompagnamento dimostra, tuttavia, che al momento della rilevazione del fatto è stato osservato che il sigillo era stato cambiato in un secondo momento, una volta introdotta la cocaina” – si legge in una dichiarazione del Servizio doganale di Cuba.

Successivamente il Ministero della Pubblica sicurezza panamense, per evitare speculazioni, ha chiarito che “il recente sequestro di 1.517 pacchetti di droga a bordo di un container a Puerto Cristóbal, provincia di Colón, partito da Cuba, in transito attraverso Panama e diretto in Turchia, non è imputabile a nessuno stato estero”.

Allo stesso modo, è stato riferito che le competenti autorità panamensi hanno avviato un’indagine per identificare i responsabili della manomissione del container, che si presume sia stato contaminato in territorio panamense. Cuba ha chiesto a Panama di individuare i responsabili, convinta che dietro la manomissione non vi sia solo il narcotraffico, ma vi sia un progetto per screditare l’isola sul piano internazionale.

La manomissione dei container nei porti mercantili, spiega tuttavia il ministero panamense, rappresenta una delle principali modalità utilizzate dalle reti di narcotraffico che minaccia tutti i paesi interessati dalla produzione, dal transito e dal consumo di droghe a livello globale.

Nel corso della presidenza di Juan Carlos Varela, che passerà il timone a Nito Cortizo il 1 luglio prossimo, le autorità della Repubblica di Panama hanno sequestrato più di 340 tonnellate di droga. Il paese centroamericano è il quarto paese a livello mondiale per tonnellate di droga sequestrate secondo il Rapporto annuale 2018 pubblicato dall’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC).

“Il Ministero della Pubblica Sicurezza e le forze di sicurezza della Repubblica di Panama riaffermano il loro impegno per la sicurezza regionale e la protezione della piattaforma di connettività del paese in stretta collaborazione con i paesi amici nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale” – si legge in una nota delle autorità di Panama, volta a porre termine a ogni possibile polemica con Cuba.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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