Turchia: la visita del consigliere militare di Putin

Pubblicato il 23 maggio 2019 alle 8:24 in Russia Turchia

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Una delegazione della Guardia Nazionale russa, Rosgvardija, guidata dal direttore del corpo e consigliere militare di Vladimir Putin, Viktor Zolotov, ha visitato la Turchia, secondo quanto riferisce il portavoce ufficiale della Guardia, Valerij Gribakin all’agenzia di stampa RIA Novosti.

“Durante la visita, il generale dell’esercito Viktor Zolotov ha tenuto incontri di lavoro con il ministro degli affari interni della Repubblica di Turchia Suleiman Soylu e il comandante in capo delle forze di gendarmeria della Repubblica di Turchia, generale dell’esercito Arif Cetin” – ha spiegato Gribakin. La delegazione della Rosgvardija era composta da 11 alti ufficiali.

La visita di Zolotov, comunicata solo dopo l’arrivo dell’alto ufficiale russo ad Ankara, è durata dal 13 al 18 maggio ed è stata “ricca di impegni”, secondo quanto riferisce Al-Monitor.

Il viaggio ad Ankara della delegazione della Rosgvardija non era stato annunciato prima dell’arrivo e per la maggior parte della visita è stato volutamente mantenuto un basso profilo, in un momento in cui l’acquisto degli S-400 russi da parte di Ankara è causa di dissapori tra la Turchia e gli Stati Uniti. I media turchi hanno dichiarato che l’obiettivo della visita era la condivisione di informazioni tra la Guardia nazionale russa e le forze di gendarmeria turche. Secondo quanto riporta la stampa, i russi volevano conoscere la struttura generale del Comando della Gendarmeria turca e le sue operazioni e lavorare per una condivisione delle informazioni vantaggiosa per entrambi i paesi, che condividono importanti interessi nel Mar Nero, in Siria e nel resto del Medio Oriente, in Asia Centrale.

I media russi, annunciando la visita il giorno dopo l’arrivo di Zolotov ad Ankara, confermavano che “La delegazione della Guardia nazionale conoscerà l’organizzazione del processo educativo presso l’Accademia della Gendarmeria e della Guardia Costiera della Turchia e visiterà anche la Brigata delle operazioni speciali, dove studierà l’esperienza di addestramento delle unità delle forze speciali”.

Tuttavia, Il giornale turco Aydinlik, considerato filo-russo, ha riferito che la visita di Zolotov non si è limitata alla condivisione delle informazioni e che durante la visita sono stati presi provvedimenti concreti per la cooperazione istituzionale tra le unità di sicurezza interna russa e turca. La Guardia Nazionale russa, come la Gendarmeria turca, è un’unità di sicurezza che supervisiona la polizia anti-sommossa e le squadre speciali.

Il ruolo di Zolotov come consigliere militare di Putin, tuttavia, lascia supporre ad alcuni esperti che dietro la visita vi sia il riavvicinamento tra Mosca e Ankara sul piano militare, dopo la ritrovata affinità in politica estera e in economia.

Dopo una rottura dei rapporti seguita all’abbattimento da parte dell’aviazione turca di un caccia Su-24 russo alla frontiera turco-siriana il 24 novembre 2015, Putin ed Erdogan hanno iniziato a riavvicinarsi dopo il fallito golpe in Turchia del 15 luglio 2016. In politica estera la rinnovata intesta tra i due paesi si è manifestata nell’unità d’azione nel conflitto siriano e più recentemente nel comune sostegno al presidente venezuelano Nicolás Maduro. In economia, oltre a una notevole crescita nel volume degli scambi, il rapporto privilegiato che intercorre tra Mosca e Ankara è rappresentato dalla centrale nucleare di Akkuyu, la cui costruzione è prevista con capitali misti e tecnologie russe. Sul piano militare il riavvicinamento ruota attorno all’acquisto del sistema di difesa contraerea russo S-400. Una mossa che, avendo la Turchia il secondo esercito della NATO, è vista con grande preoccupazione a Washington e a Bruxelles.

La Turchia ha mandato in Russia il suo personale militare per essere addestrati a utilizzare i complessi missilistici S-400 Triumf, ha dichiarato il 22 maggio il ministro della Difesa turco Hulusi Akar. Secondo i media turchi “l’addestramento è già iniziato”.

In precedenza Ankara aveva sottolineato agli alleati NATO che non avrebbe rinunciato all’acquisto degli S-400 e che la prima parte dell’ordine sarebbe arrivata già il prossimo luglio. “Abbiamo firmato un accordo con la Russia, abbiamo ottimi rapporti con loro, e diciamo: l’affare degli S-400 è concluso” – ha affermato Akar.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dall’inglese e dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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