Spagna: al via tra le polemiche la XIII legislatura

Pubblicato il 23 maggio 2019 alle 6:20 in Europa Spagna

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La XIII legislatura della Spagna democratica è iniziata martedì 21 maggio tra le polemiche, con una sessione tumultuosa che ha visto l’elezione della socialista Mertixell Batet alla Presidenza del Congresso dei deputati in seconda votazione con 175 voti favorevoli (Partito Socialista, Unidas Podemos, Partito Nazionalista Basco, Coalición Canaria, Compromís e Partito Regionalista della Cantabria). La presidente uscente, la popolare Ana Pastor, ha ottenuto 125 voti. 51 gli astenuti. Ana Pastor è stata eletta poi vicepresidente assieme ad un esponente socialista, uno di Podemos e uno di Ciudadanos. Anche i segretari eletti appartengono uno ciascuno alle quattro formazioni principali.

I protagonisti della giornata, tuttavia, sono stati quattro deputati indipendentisti catalani, Oriol Junqueras di Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC), ex vicepresidente della Catalogna, e tre deputati di Junts per Catalunya (JxCAT), che sono sotto processo per reati connessi all’organizzazione del referendum indipendentista del 1 ottobre 2017 e che sono stati portati in parlamento dalla polizia direttamente dal carcere di Soto del Real (Madrid) per prestare giuramento, e poi riaccompagnati in galera da un forte spiegamento di agenti.

Oriol Junqueras (ERC), Jordi Sànchez , Jordi Turull e Josep Rull (JxCAT ), insieme ai membri dei rispettivi gruppi parlamentari hanno giurato di rispettare la Costituzione “per imperativo legale”.  “Per la libertà dei prigionieri e degli esiliato politici, per la Repubblica catalana e per imperativo legale, giuro” – è stata la formula di giuramento dei deputati di ERC, mentre quella dei deputati di JxCAT è stata: “Con la lealtà al mandato democratico del 1 ottobre e al popolo catalano, per la libertà dei prigionieri e degli esiliati, per imperativo legale, giuro”.

La nuova presidente del Congresso, e terza carica dello Stato, Meritxell Batet, ha considerato le formule utilizzate conformi alla costituzione, al contrario delle forze di centro-destra e destra (Ciudadanos, Partito Popolare, Vox, Navarra suma) che hanno duramente protestato. Nei fatti nessuno poteva sentire chiaramente cosa abbiano detto i 22 deputati indipendentisti catalani (15 di ERC e 7 di JxCAT) perché un buon numero di deputati protestava e fischiava gridando “fuori, fuori” coprendo le voci dei deputati separatisti.

Immediatamente il presidente di Ciudadanos, Albert Rivera, ha elevato protesta formale per violazione dell’art.103 del regolamento parlamentare.  Sia i popolari che Ciudadanos hanno chiesto a Batet di convocare immediatamente la presidenza del Congressi per procedere alla sospensione dei quattro deputati che si trovano in detenzione preventiva. Nonostante ciò, Meritxell Batet ha già annunciato che non lo farà almeno fino a dopo aver incontrato il Re Felipe VI per informarlo della costituzione della Camera,

Meno movimentata la costituzione del Senato, dove i socialisti godono della maggioranza assoluta, con l’elezione al primo turno di Manuel Cruz alla presidenza della camera alta. L’unico motivo di disputa è stata l’elezione del resto dei componenti della presidenza, con i socialisti che hanno eletto 4 membri, cedendone 1 al Partito Nazionalista Basco, e i popolari ne hanno eletti 2. Prima del voto i socialisti avevano concordato con i popolari tre membri di presidenza ciascuno, poi si sono tirati indietro per l’astensione del PP al parlamento catalano sulla nomina a senatore di Miquel Iceta, che Sánchez avrebbe voluto alla guida del Senato. Iceta è stato bocciato con il voto contrario delle formazioni indipendentiste, indipendentemente dall’astensione dei popolari, ma i socialisti hanno ritenuto che l’astensione fosse prova che “del PP non ci si può fidare”.

La sessione inaugurale delle Cortes, dunque, ha reso manifesto come Pedro Sánchez avrà difficoltà a operare senza l’appoggio degli indipendentisti.  L’appello rivolto a Partito Popolare e Ciudadanos affinché si astengano per evitare che il governo dipenda da ERC e JxCAT è stato respinto al mittente, considerata la lotta tra popolari e liberali per la leadership dell’opposizione di centro-destra. I regionalisti canari di Coalición Canaria, con due deputate che hanno votato per Meritxell Batet, hnnoa già chiarito che non voteranno a favore di Sánchez né si asterranno se nel governo ci fossero ministri di Unidas Podemos o anche solo se i socialisti concordassero il programma di governo con la formazione di sinistra radicale. 

Domenica prossima, 26 maggio, tuttavia, la Spagna torna alle urne per eleggere sindaci, presidenti e parlamenti di 12 Comunità autonome e deputati europei e secondo gli analisti molti partiti potrebbero modificare le posizioni espresse finora dopo il voto. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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