Putin chiama Macron e Merkel: “intenso scambio di opinioni”

Pubblicato il 23 maggio 2019 alle 12:48 in Francia Germania Russia

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Una conversazione telefonica tra Vladimir Putin, la cancelliera della Repubblica federale di Germania, Angela Merkel, e il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron ha avuto luogo in nella serata del 21 maggio. A renderlo noto il sito ufficiale del Cremlino in un comunicato in cui si afferma che i tre leader hanno avuto un “intenso scambio di opinioni”.

Principale tema di discussione è stata la situazione in Ucraina, tenendo conto delle “politiche fallite dell’amministrazione di Poroshenko” e del recente insediamento del nuovo presidente Volodymyr Zelenskij a Kiev. Putin, Macron e Merkel si sono detti d’accordo sulla mancanza di alternativa al rispetto da parte di tutti del “pacchetto di misure” di Minsk del 2015, come unica base per una soluzione pacifica alla crisi nella ex repubblica sovietica.

Il Presidente della Federazione russa ha ricordato ancora una volta la priorità dell’entrata in vigore della legge sullo status speciale delle regioni di Donetsk e Lugansk, conferendo alla norma carattere permanente, cui segua la promulgazione di un’amnistia, la smobilitazione delle forze e il ritorno delle forze armate nei settori  sulla linea di contatto delle parti concordati in occasione dei negoziati in Bielorussia. Putin ha insistito inoltre per avviare iniziative per stabilire un dialogo diretto tra il governo di Kiev e le autorità autoproclamate di Donetsk e Lugansk. Il leader del Cremlino ha richiamato l’attenzione del presidente francese e della cancelliera tedesca sulla legge adottata dalla Verchovna Rada per “assicurare il funzionamento della lingua ucraina come lingua di stato”, una norma che Mosca considera “discriminatoria” nei confronti della popolazione russofona. Putin ha espresso “sconcerto” per il rifiuto di un certo numero di paesi di discutere questo tema al Consiglio di sicurezza dell’ONU, dato che la norma è contraria alla Costituzione dell’Ucraina, agli accordi di Minsk e agli obblighi internazionali di Kiev di proteggere le minoranze nazionali e linguistiche.

I tre leader hanno discusso inoltre della questione siriana, anche alla luce delle numerose violazioni da parte di formazioni armate radicali del cessate il fuoco nella provincia di Idlib. Il Presidente della Russia ha informato i suoi partner delle misure prese insieme alla Turchia per stabilizzare la situazione nella Siria nord-occidentale, proteggere i civili e neutralizzare la minaccia terroristica.

Attenzione particolare è stata rivolta alle prospettive di formazione e avvio dei lavori del Comitato costituzionale, inclusi gli accordi raggiunti al vertice a quattro (Russia, Germania, Turchia, Francia) svoltosi in Francia nell’ottobre 2018. “È stato concordato di continuare a coordinare gli sforzi nel quadro di una soluzione politica della crisi siriana sulla base della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, conformemente ai principi di garanzia della sovranità e dell’integrità territoriale della Siria” – recita il comunicato del Cremlino.

Durante la discussione sulla situazione intorno al piano d’azione globale congiunto sul programma nucleare iraniano, è stata sottolineata l’importanza di mantenere in vita l’accordo, che i tre paesi considerano un fattore chiave per il mantenimento della stabilità e della sicurezza internazionali. I tre leader hanno ribadito l’impegno di Russia, Francia e Germania a favore di una cooperazione con l’Iran nella sfera commerciale ed economica che possa essere vantaggiosa per tutti.

Infine Putin, Macron e Merkel si sono espressi a favore della risoluzione della situazione del Consiglio d’Europa, che definisce “inappropriata” la privazione del potere di voto della delegazione russa in seno all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE). Tenendo conto dei risultati della riunione del 17 settembre del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa a Helsinki e dell’insediamento della Francia come presidente di questa commissione, è stata stabilita una road-map per ripristinare i pieni diritti della delegazione russa all’APCE.

Il diritto di voto dei delegati russi all’APCE era stato abrogato a seguito dell’annessione della Crimea, da allora Mosca ha smesso di contribuire finanziariamente al mantenimento dell’organizzazione, dicendosi pronta a saldare il debito solo quando il diritto di voto fosse stato restituito. 

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e dell’inglese e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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