Nuova intesa tra Abu Dhabi e Amman

Pubblicato il 23 maggio 2019 alle 12:51 in Emirati Arabi Uniti Giordania

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Il sovrano del regno hashemita di Giordania, Abdullah II, ha confermato che il suo Paese farà fronte comune con gli Emirati Arabi Uniti nel contrastare tutte le sfide che compromettono la sicurezza e la pace di Abu Dhabi. Secondo quanto dichiarato, la sicurezza del Golfo Persico rappresenta un pilastro per la stabilità a livello regionale ed internazionale. Tale affermazione è giunta nel corso di una dichiarazione congiunta con il suo omologo emiratino, il principe ereditario e sceicco Mohammed bin Zayed al- Nahyan, il 22 maggio, in seguito ad un incontro tenutosi al palazzo di al-Bateen di Abu Dhabi.

I due sovrani hanno discusso delle relazioni bilaterali tra Emirati e Giordania, oltre a rinnovare l’intesa tra i loro Paesi sulla base di una “solidarietà assoluta”. Secondo Abdullah II e Mohamed bin Zayed Al Nahyan, la sicurezza degli Emirati e della Giordania rappresenta un unicum indivisibile.

In linea con le direttive risultate dall’incontro, i due Paesi si sono impegnati a condurre, nel futuro prossimo, un’esercitazione militare congiunta negli Emirati, oltre a fare passi in avanti verso la cooperazione sul versante economico, commerciale e del turismo.

Mohamed al-Nahyan ha altresì sottolineato che il Paese si sta adoperando, in collaborazione con altri Stati arabi e con la Giordania in primis, per salvaguardare gli interessi di tutto il popolo arabo, assicurare sicurezza e stabilità e garantire la libertà di navigazione in un’area di “importanza strategica” per il mondo intero. Lo sceicco ha poi evidenziato che la Giordania svolge un ruolo strategico nella regione, in particolare per i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC). A tal proposito, Amman è stata elogiata per essersi interessata alle conseguenze del recente attacco del 13 maggio.

Nel quadro delle crescenti tensioni tra Washington e Teheran, il 13 e 14 maggio, si sono verificati attacchi e atti di sabotaggio contro petroliere e mezzi navali appartenenti all’Arabia Saudita e agli Emirati Arabi Uniti a largo delle coste dell’emirato di Fujairah, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Sebbene non i responsabili non siano stati ancora accertati, alcuni ritengono che dietro all’attacco possano esservi le Guardie della Rivoluzione iraniane.

A tal proposito, Abu Dhabi non ha accusato nessun Paese specifico per l’accaduto ma ha espresso la propria preoccupazione circa la minaccia iraniana. Stati Uniti, Francia, Norvegia ed Arabia Saudita stanno proseguendo nelle indagini. Secondo gli UAE, la partecipazione di più Paesi in tali operazioni garantirà “imparzialità e trasparenza”. Il ministro degli Esteri emiratino, Anwar Gargash, ha altresì dichiarato che il Paese si sta impegnando a favorire una de-escalation della “situazione difficile” causata dall’Iran.

Per quanto riguarda la Giordania, la sua posizione geografica, la storia e l’assetto politico hanno reso la monarchia hashemita un Paese politicamente stabile che, nel corso dei conflitti degli ultimi anni, sia interni alla regione sia internazionali, ha aperto i suoi confini ai rifugiati siriani e palestinesi. All’interno del panorama politico internazionale, Amman, da un lato, si è posta a fianco dell’Occidente prendendo parte alla coalizione anti- ISIS guidata dagli Stati Uniti mentre, dall’altro lato, ha stretto relazioni di notevole importanza con gli Stati del Golfo, soprattutto in seguito all’inizio delle primavere arabe del 2011. A tal proposito, il Paese ha beneficiato, in particolare tra il 2011 ed il 2015, di flussi di denaro provenienti dal GCC, volti a gestire le ripercussioni della crisi siriana e a promuovere progetti infrastrutturali. Sempre nel 2011, la Giordania è stata invitata a prendere parte al GCC, l’organismo composto da sei Stati, ovvero Kuwait, Qatar, Bahrain, Oman, Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita, e creato nel 1981 con il fine iniziale di garantire una maggiore sicurezza di fronte al conflitto tra Iran e Iraq e che, col passare degli anni, ha assunto un ruolo rilevante anche per questioni di carattere economico e sociale. Tuttavia, ad oggi, ancora non ci sono stati sviluppi in merito.

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di Redazione

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