Navi americane attraversano lo stretto di Taiwan: la rabbia della Cina

Pubblicato il 23 maggio 2019 alle 12:37 in Cina Taiwan USA e Canada

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L’esercito americano ha inviato due navi della Marina attraverso lo Stretto di Taiwan, mercoledì 22 maggio, innervosendo la Cina in un periodo già complicato per i rapporti tra le due maggiori economie del mondo.

Taiwan è uno dei sempre più numerosi elementi di attrito per quanto concerne le relazioni tra USA e Cina, aggravate da un’aspra guerra commerciale, dalle sanzioni statunitensi e da un atteggiamento militare di Pechino alquanto minaccioso nel Mar Cinese Meridionale, dove transitano anche le pattuglie americane in un regime di la libertà di navigazione. Questa è un’area fortemente contesa tra gli Stati del Sud est asiatico. La Cina frequentemente ammonisce gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono vicino alle isole occupate dalla flotta di Pechino. Washington ha espresso preoccupazione per questo fenomeno, che ha chiamato “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”, poiché la potenza asiatica sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline. La Cina difende le sue costruzioni perché necessarie per l’autodifesa, affermando poi che sono gli Stati Uniti ad aumentare le tensioni nella regione, inviando navi da guerra e aerei militari vicini alle isole rivendicate da Pechino. Da quando il presidente americano, Donald Trump, è entrato nella Casa Bianca, gli Stati Uniti stanno conducendo una politica più aggressiva, mandando frequenti pattuglie militari nelle acque contese. 

Le navi americane che hanno transitato mercoledì nello Stretto di Taiwan sono il cacciatorpediniere Preble e la petroliera Walter S. Diehl. Il gesto è stato visto da Taipei come un segnale di sostegno da parte dell’amministrazione Trump all’isola di Taiwan, considerata da Pechino una provincia separatista.

“Il transito delle navi americane attraverso lo Stretto di Taiwan dimostra l’impegno degli Stati Uniti verso una regione Indo-Pacifica libera e aperta”, ha sottolineato in una dichiarazione il comandante Clay Doss, portavoce della Settima flotta della Marina statunitense. Doss ha inoltre affermato che tutte le interazioni sono state sicure e professionali. Il Ministero della Difesa di Taipei ha dichiarato che le due navi hanno navigato verso nord attraverso lo Stretto di Taiwan e che le autorità taiwanesi hanno monitorato la missione. Anche il presidente di Taipei, Tsai Ing-wen, ha detto che non c’è motivo di allarmarsi. “Nulla di anomalo è accaduto durante questo episodio, restiamo tutti tranquilli”, ha scritto sulla sua pagina Facebook. Dal canto suo, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, ha riferito che la questione di Taiwan è “la più delicata” nelle relazioni tra Stati Uniti e Cina.

Le navi militari americane hanno navigato attraverso lo Stretto di Taiwan almeno una volta al mese dall’inizio di quest’anno. Da luglio 2018, gli USA hanno infatti riavviato tali missioni su base regolare. Il Pentagono afferma che Washington ha venduto a Taipei più di 15 miliardi di dollari in armi dal 2010. Gli Stati Uniti non hanno legami formali con Taiwan, ma contribuiscono a fornire all’isola i mezzi necessari per difendersi e rappresentano la sua principale fonte di armi.

La Cina sta aumentando la pressione per affermare la propria sovranità sull’isola, che considera parte del sacro territorio cinese, e, se necessario, è pronta ad assoggettarla al proprio controllo con la forza. Pechino ha ripetutamente inviato aerei militari e navi da esercitazione intorno a Taiwan negli ultimi anni e ha lavorato per isolarla a livello internazionale, riducendo i suoi pochi alleati diplomatici rimasti.

L’agenzia di intelligence per la difesa degli Stati Uniti ha pubblicato un rapporto all’inizio di quest’anno che descrive Taiwan come il “driver principale” per la modernizzazione militare della Cina, che ha detto di aver fatto importanti progressi negli ultimi anni in questo campo.

Il 19 maggio il cacciatorpediniere americano Preble ha navigato nei pressi dell’atollo di Scarborough, nelle acque contese del Mar Cinese Meridionale, rivendicate dalla Cina. Si è trattato dell’ultima operazione militare di Washington in un’area divisa e caratterizzata da forti tensioni. “Con le complicazioni già presenti nei rapporti tra i due Paesi, non è escluso che la presenza di navi da guerra statunitensi alle porte della Cina provochi uno scontro diretto tra le due forze armate”, ha riferito il quotidiano statale, China Daily, in un editoriale pubblicato mercoledì.

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Chiara Gentili

di Redazione

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