Afghanistan: esplode una vettura dei talebani, 3 morti

Pubblicato il 23 maggio 2019 alle 6:30 in Afghanistan Asia

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L’esplosione di una vettura, in cui si trovavano 4 talebani, ha colpito la città di Ghazni, il pomeriggio di mercoledì 22 maggio, causando la morte di 2 poliziotti e 1 bambino.  

La deflagrazione ha avuto luogo dopo che le forze di sicurezza avevano tentato di fermare il veicolo sospetto. L’autista si è rifiutato di arrestarsi e il mezzo, che era carico di esplosivo, è stato preso di mira dal fuoco della polizia. La vettura è quindi saltata in aria uccidendo 2 agenti, 1 bambino che si trovava nei paraggi e ferendo altre 15 persone. Il ministero dell’Interno ha confermato che il veicolo è stato colpito da un proiettile sparato dalle forze di sicurezza e ha riferito che i 4 talebani all’interno della vettura hanno perso la vita.

Le violenze nel Paese non si arrestano. I talebani avevano colpito l’Afghanistan con il loro ultimo assalto il 14 maggio. In tale giorno, le autorità afghane avevano riferito che un gruppo di militanti aveva attaccato una postazione militare a Farah, nell’omonima provincia occidentale del Paese. Le continue violenze degli ultimi mesi sottolineano i lenti progressi del processo di pace e le debolezze in fatto di sicurezza che sono emerse nei negoziati di maggio a Doha, in Qatar, iniziati il 1 maggio e terminati il 9 dello stesso mese. In tali incontri gli Stati Uniti hanno tentato di trovare un accordo con i talebani per portare la pace nel Paese. Tuttavia, Le due parti continuano ad apparire in evidente contrasto sulla questione chiave del ritiro delle forze straniere dall’Afghanistan, la questione principale che è stata discussa negli incontri.

Si è trattato del sesto round di negoziati tra talebani e USA. Tali incontri volevano tentare di porre fine alla più lunga guerra degli Stati Uniti, con un accordo per il ritiro americano dal territorio. Dopo i colloqui, il 9 maggio, Suhail Shaheen, portavoce dei talebani, aveva scritto in un post su Twitter che i negoziati sono stati “positivi e costruttivi”, aggiungendo che le parti si incontreranno di nuovo. “Entrambe le fazioni si sono ascoltate con cura e pazienza”, ha comunicato Shaheen. Da parte sua, il capo della delegazione degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, aveva dichiarato che i colloqui con i talebani stavano facendo progressi costanti, ma lenti. Khalilzad ha, tuttavia, sottolineato una crescente frustrazione per l’inarrestabile violenza che continua a minare la sicurezza del Paese.

Da parte sua, la NATO ha reso noto che le sue truppe rimarranno in Afghanistan fino a quando non sarà raggiunta una pace duratura. Tale dichiarazione è arrivata a seguito della richiesta dei talebani di fornire una data precisa per il ritiro completo delle forze straniere dal Paese. Nicolas Kay, rappresentante della NATO per l’Afghanistan, ha dichiarato che l’alleanza vuole assicurarsi della stabilità dell’area, prima di pensare ad un ritiro delle proprie forze. “Un accordo di pace sarà duraturo e sostenibile solo se si baserà sui progressi fatti negli ultimi 17 o 18 anni “, ha affermato. Con tale dichiarazione, Kay ha menzionato, nello specifico, lo sviluppo della democrazia e la crescente attenzione per la tutela dei diritti umani. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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