Turchia: migliorano i colloqui con gli Stati Uniti sull’acquisto degli S-400 russi

Pubblicato il 22 maggio 2019 alle 9:31 in Turchia USA e Canada

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Il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, ha dichiarato che i colloqui con gli Stati Uniti in merito all’acquisto di sistemi di difesa russi S-400 stanno progressivamente migliorando, ma Ankara non esclude in ogni caso l’introduzione di potenziali sanzioni statunitensi.

La decisione di comprare da Mosca i sistemi di contraerea missilistica S-400 ha creato disaccordi tra Washington e Ankara poiché gli Stati Uniti sostengono che tali armi non siano compatibili con gli standard della NATO e per questo non possano essere integrati dall’Alleanza Atlantica. La Casa Bianca ha altresì ammonito il governo turco affermando che la mossa potrebbe mettere a repentaglio la partecipazione di Ankara nel progetto dei jet F-35 della Lockheed Martin e minacciando possibili sanzioni.

In una conferenza stampa tenutasi nella serata di martedì 21 maggio, Akar ha dichiarato che la Turchia sta adempiendo alle sue responsabilità nell’ambito dei caccia F-35 e che Ankara si aspetta che il programma continui come previsto. Il ministro ha poi fatto sapere che i colloqui con i funzionari statunitensi sono tuttora in corso.

Secondo quanto rivelato dal ministro Akar, la Turchia starebbe altresì valutando un’offerta statunitense per l’acquisto dei sistemi Patriot Raytheon Co. In particolare, Ankara e Washington si starebbero consultando sul prezzo, sul trasferimento tecnologico e sui problemi di produzione congiunta.

In occasione di un’intervista per l’emittente NTV, rilasciata il 3 maggio, Akar aveva affermato che l’esclusione della Turchia dal progetto dei jet F-35 avrebbe gravato molto sugli altri partner inclusi nel prospetto. “Non c’è nessuna clausola in questo partenariato che stipuli che saremo esclusi se compriamo gli S-400. Escluderci solo perché un qualsiasi Paese lo vuole non sarebbe nel rispetto della giustizia, delle leggi o dei diritti. Non dovrebbe accadere”, ha commentato il ministro della Difesa turco, aggiungendo che il suo Paese sta cercando di spiegare a Washington e agli altri partner del progetto che il possesso degli S-400 non costituirebbe una minaccia a tali jet, e che Ankara avrebbe preso misure volte a scongiurare tale ipotesi. 

Il primo lotto di unità dovrebbe arrivare ad Ankara a luglio. Dopo l’India e la Turchia, anche la Cina ha annunciato che inizierà ad utilizzare il sistema di contraerea russo S-400 per le sue forze armate. Tre degli eserciti più numerosi e armati del mondo, quattro se si conta la stessa Federazione russa, avranno dunque in uso il sistema S-400. A questi bisogna aggiungere l’interesse di numerosi paesi, tra cui Arabia Saudita e Qatar.

L’S-400 è un upgrade dell’S-300, a sua volta versione migliorata dell’S-200 di epoca sovietica. Già l’S-300, schierato da Mosca in Siria, suscita la preoccupazione di Israele, che infatti ha cercato di evitare che la Russia dotasse Damasco del sistema di contraerea. 

“L’S-400 è uno dei sistemi di difesa aerea più avanzati disponibili, al pari del meglio che l’Occidente ha da offrire”, ha spiegato Siemon Wezeman, ricercatore senior presso il programma di trasferimento armi e spesa militare dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). “I radar e  gli altri sensori, così come i suoi missili, coprono un’area estesa: il radar ha una portata di almeno 600 km per la sorveglianza e i suoi missili hanno un’autonomia fino a 400 km”, ha continuato Wezeman intervistato dal network qatariota Al Jazeera, aggiungendo: “È preciso e riesce a tracciare un numero molto elevato di potenziali bersagli, compresi obiettivi invisibili”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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