Riad: “La comunità internazionale prenda una posizione ferma contro il regime iraniano”

Pubblicato il 22 maggio 2019 alle 16:42 in Arabia Saudita Iran

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Il sovrano dell’Arabia Saudita, il re Salman bin Abdulaziz Al Saud, definito altresì “il custode delle due sacre moschee”, il 21 maggio, ha presieduto una seduta del Consiglio dei Ministri tenutosi presso il Palazzo della Pace a Jeddah, in cui si è discusso della minaccia iraniana.

Il ministro dell’informazione saudita, Turki bin Abdullah Al Shabaneh, ha dichiarato che nel corso della riunione sono stati presi in esame alcuni dossier riguardanti gli sviluppi di situazioni di carattere nazionale ed internazionale, e gli sforzi profusi da parte saudita a riguardo. In particolare, il Consiglio ha confermato al re saudita che il prossimo 25 maggio saranno indetti due vertici di emergenza a La Mecca, in cui saranno invitati anche i Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e altri Paesi arabi. Tale occasione sarà fondamentale per aumentare il coordinamento tra gli Stati alleati al fine di migliorare la sicurezza e la stabilità nella regione, soprattutto di fronte alla crescente minaccia iraniana. Quest’ultima potrebbe avere conseguenze pericolose sia per la pace a livello regionale ed internazionale sia per la stabilità dei mercati del petrolio.

In tale quadro, la comunità internazionale è stata chiamata a farsi carico delle proprie responsabilità e a prendere una posizione risoluta nei confronti del regime iraniano per evitare un’ondata di caos e distruzione in tutto il mondo.

Il Consiglio ha altresì ribadito che l’obiettivo principale dell’Arabia Saudita è assicurare la pace nella regione. Pertanto, il Paese cercherà sempre di perseguirla ed eviterà qualsiasi conflitto. Durante l’incontro è stato poi aggiunto che ciascun popolo ha il diritto di vivere in uno stato di sicurezza e stabilità, anche il popolo iraniano.

Riad ha poi espresso la propria speranza verso la 14esima edizione del vertice dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) previsto per il 26 maggio a La Mecca dal titolo: “Il vertice di La Mecca: mano nella mano verso il futuro”, che mira ad unirsi verso le molteplici questioni ed eventi che interessano il mondo islamico.

L’Iran è considerato tra i principali rivali sia per gli Stati Uniti sia per l’Arabia Saudita. Le tensioni tra Washington e Teheran sono peggiorate l’8 maggio 2018, data in cui il presidente americano, Donald Trump, ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOE). Tale azione ha comportato la re-imposizione delle sanzioni contro l’Iran. Ad un anno di distanza dall’uscita dal patto, l’8 maggio 2019, gli USA hanno schierato la portaerei Abraham Lincoln e una task force di cacciabombardieri nei mari del Medio Oriente, con il fine di dimostrare la propria forza nel caso di eventuali attacchi dalla controparte iraniana. Teheran, per tutta risposta, ha dichiarato di non voler più rispettare le limitazioni sull’arricchimento dell’uranio e ha descritto la presenza americana un bersaglio da colpire.

Le tensioni dell’ultimo mese hanno interessato anche l’Arabia Saudita. In particolare, il 13 e 14 maggio, si sono verificati attacchi e atti di sabotaggio contro petroliere e mezzi navali appartenenti a Riad e agli Emirati Arabi Uniti a largo delle coste dell’emirato di Fujairah, nei pressi dello Stretto di Hormuz, con ingenti conseguenze sull’economia dei Paesi interessati. Sebbene non si abbiano prove certe sui responsabili, si pensa che dietro all’attacco possano esservi le Guardie della Rivoluzione iraniane.

Il 22 maggio, l’Iran ha dichiarato che non andrà in guerra con gli Stati Uniti in nessun caso, né per un conflitto diretto né per un conflitto per procura. Ad affermarlo è stato il capo del Comitato di Sicurezza Nazionale in seno al Parlamento iraniano, Heshmatollah Falahatpisheh, secondo cui la politica del regime non contempla alcuna guerra.

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di Redazione

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