Libia: Haftar firma contratto con società di lobbying americana

Pubblicato il 22 maggio 2019 alle 12:25 in Libia USA e Canada

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L’Esercito Nazionale Libico, il gruppo di milizie guidato dal generale Khalifa Haftar, ha assunto una società di lobbisti per affrontare l’imprevista espressione di solidarietà mostrata dal presidente americano Donald Trump lo scorso mese. Stephen Payne e Brian Ettinger, della Linden Government Solutions, faranno lobbying a Washington per conto delle forze di Haftar, collaboreranno alla “costruzione di una coalizione internazionale” e si occuperanno di pubbliche relazioni. Secondo il quotidiano online Politico, il comandante libico ha firmato un contratto di un anno del valore di 2 milioni di dollari.

“Dopo essere stato in contatto con Haftar negli ultimi cinque anni e dopo averlo incontrato più recentemente a Bengasi, sapevo che saremmo stati dalla parte giusta della storia”, ha dichiarato Payne in una nota riportata da The Libya Observer martedì 21 maggio.

Già nel novembre 2017, l’ex consigliere di Haftar, Mohammed Buisier, aveva rivelato che il figlio del comandante, Khalid, aveva firmato un contratto con Daniel Fraci di Grassroots Political Consulting LCC per la difesa politica, militare e strategica della sua famiglia. Il contratto valeva 120.000 dollari ed era stato sottoscritto per un periodo di sei mesi, fino al 30 aprile 2018. Si trattava di un chiaro coinvolgimento dell’amministrazione americana nel futuro politico e militare della Libia.

Ancora prima, nel novembre 2015, Haftar aveva ingaggiato la società di lobbying canadese Dickens e Madson per cercare il sostegno degli Stati Uniti, dell’Unione europea, della Russia e delle Nazioni Unite per condurre la sua famosa “Dignity Operation”, lanciata nel maggio 2014 con l’obiettivo di contrastare i militanti islamici a Bengasi e nelle regioni circostanti. Il contratto era stato firmato il 3 novembre 2015, era stato registrato presso il Dipartimento di Giustizia statunitense il 20 luglio 2016 ed era scaduto il 30 aprile 2017. La società Dickens e Madson, con sede a Montreal, era gestita all’epoca dal famoso lobbista Ari Ben-Menashe, ex dipendente del Direttorio di Intelligence militare di Israele.

L’assalto condotto da Khalifa Haftar contro la capitale libica di Tripoli ha causato, da quando è iniziato, il 4 aprile, ad oggi, la morte di almeno 510 persone, secondo quanto riferisce l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tra queste vittime vi sono numerosi civili e operatori sanitari. Il numero di abitanti costretti ad abbandonare le proprie case ha invece superato le 75.000 persone.

L’attuale situazione in Libia è la conseguenza di una generalizzata instabilità che è iniziata a seguito della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, attraverso un intervento NATO capeggiato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011. La Libia è un Paese frammentato e scosso dalle violenze. Il potere politico è diviso tra due governi rivali. Il primo, creato dall’ONU, con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, ha sede a Tripoli ed è sostenuto dalle Nazioni Unite, Italia, Turchia, Qatar e Sudan. Il secondo, con sede a Tobruk, è appoggiato da Russia, Egitto, Francia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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