L’Alto Rappresentante dell’UE Federica Mogherini in visita nel Corno d’Africa

Pubblicato il 22 maggio 2019 alle 17:04 in Africa Europa

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L’Alto Rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha concluso oggi la sua visita di tre giorni nel Corno d’Africa iniziata lunedì 20 maggio in Somalia. La Mogherini ha dapprima incontrato il primo ministro somalo, Hassan Ali Khayre, per intrattenere colloqui nella capitale, Mogadiscio. Successivamente, si è recata in Kenya e in Gibuti, per poi finire il suo tour nel Corno in Etiopia, ad Addis Abeba.

Nei commenti rilasciati dopo il primo incontro di lunedì, l’Alto Rappresentante ha sottolineato che la visita contribuisce a rinforzare l’amicizia, la partnership e il sostegno dell’UE per i governi dell’Africa orientale. “Riconosciamo che la Somalia è di rilevanza strategica non solo per la popolazione somala, per la regione del Corno e per l’intero continente africano, ma anche per l’Europa e per la comunità internazionale”, ha affermato Federica Mogherini.

Secondo una dichiarazione pubblicata sul sito del Servizio di Azione esterna europeo, mentre si trovava in Somalia l’Alto Rappresentante dell’UE ha visitato le truppe somale della Missione di addestramento dell’Unione europea (EUTM) e il personale di Mogadiscio della Missione per il potenziamento delle capacità dell’UE (EUCAP).

In Kenya, la Mogherini ha incontrato il presidente Kenyatta e i vari membri del governo. Qui ha avviato un programma transfrontaliero, ha incontrato le organizzazioni della gioventù e della società civile e ha inaugurato i nuovi uffici della delegazione dell’UE a Nairobi. A Gibuti City, invece, ha incontrato il presidente Ismail Omar Guelleh, il ministro della Cooperazione estera e internazionale, Mahmoud Ali Yousouf, e il segretario esecutivo dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (IGAD) Mahboub Maalim. La Mogherini ha visitato anche la missione di sicurezza marittima europea ATALANTA e un progetto di desalinizzazione finanziato dall’UE nel Corno d’Africa. Ad Addis Abeba, infine, ha incontrato il presidente della Commissione dell’Unione africana, Moussa Faki Mahamat, per discutere della prossima riunione ministeriale tra le parti e di varie questioni regionali.

Una serie di mosse diplomatiche compiute negli ultimi tempi nella regione del Corno d’Africa hanno contribuito a riportare la pace e la stabilità tra i paesi. Il 9 luglio, l’Etiopia e l’Eritrea hanno firmato un accordo che ha posto fine allo stato di guerra tra i due Paesi, in vigore dal 6 maggio 1998, per la demarcazione dei propri confini. Il 6 giugno 2018, con una dichiarazione inaspettata, il premier etiope, Abiy Ahmed, aveva reso noto di essere pronto a ricongiungersi con i “fratelli eritrei”.

Alla pace tra Etiopia ed Eritrea ha fatto seguito, verso la fine di luglio, la visita del presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed Fermajo, ad Asmara per riallacciare i rapporti con l’Eritrea, interrotti da circa dieci anni, dallo scoppio della guerra con Addis Abeba. La Somalia è caratterizzata dal caos fin dal 1991, anno in cui il dittatore Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata attivi nel Paese dagli anni ’80. Da quel momento, il Paese non ha conosciuto stabilità politica, e l’intervento delle Nazioni Unite, che organizzarono una missione di peacekeeping nell’aprile 1992 (UNOSOM), è stato violentemente osteggiato dai militanti islamisti di al-Shabaab. All’epoca del dittatore Siad Barre, Somalia ed Eritrea erano legate da rapporti molto stretti, in quanto il regime militare somalo appoggiava la lotta dell’Eritrea per l’indipendenza dall’Etiopia, che ottenne nel 1993.

In occasione del summit ad Asmara, il 6 settembre 2018, durante il quale Eritrea e Gibuti hanno deciso di rilanciare i propri rapporti, i leader di Somalia, Etiopia ed Eritrea hanno concluso un accordo tripartito, articolato in quattro punti. Nello specifico i tre Paesi del Corno d’Africa si sono impegnati a:

  1. favorire la cooperazione congiunta;
  2. costruire rapporti solidi in ambito politico, economico, sociale, culturale e della sicurezza;
  3. collaborare per promuovere la pace e la sicurezza regionale;
  4. stabilire un comitato congiunto di alto livello per coordinare le proprie azioni.

L’Unione Europea ha accolto positivamente gli ultimi sviluppi nella regione africana. Il direttore generale per lo sviluppo e la cooperazione internazionale dell’UE, Stefano Manservisi, ha confermato il supporto dell’Unione, affermando che gli ultimi fatti costituiscono eventi importanti per la normalizzazione della situazione nel Corno d’Africa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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