Siria: terroristi attaccano base russa con missili

Pubblicato il 21 maggio 2019 alle 6:20 in Russia Siria

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Nella giornata di ieri, un gruppo di terroristi ha lanciato sei missili contro la base russa di Khmeimim in Siria. Tutti i missili sono stati annientati dai sistemi antiaerei russi. A dichiararlo il ministero Difesa russo, come riporta l’agenzia di stampa russa RIA Novosti.

Contemporaneamente sono stati annientati due droni che si stavano avvicinando alla base da nord e da nord-est, riporta il ministero.

Dall’inizio di maggio la base russa di Khmeimim è stata già attaccata due volte, il 3 maggio e il 6 maggio.

Il 6 maggio la base è stata bombardata due volte con i lanciarazzi. In entrambi gli attacchi il fuoco arrivava dalla parte orientale presso il centro Zawiya, situato nella zona di de-escalation di Idlib e controllata dagli islamisti eredi di al-Nusra.

Ad ottobre, il presidente Putin ha espresso grande preoccupazione riguardo la crescente frequenza degli attacchi contro Khmeimim. Secondo il capo dello stato, l’esercito russo ha colpito i luoghi da cui la minaccia ha avuto origine.

In precedenza, secondo quanto riferito dall’agenzia SANA, i militanti avevano lanciato almeno 12 granate nel villaggio di Hamamiyat.

L’artiglieria dell’esercito siriano ha colpito domenica le postazioni dei terroristi a sud della provincia di Idlib, i quali hanno violato la tregua nella zona nord de-escalation. Secondo quanto riferiscono le fonti, i militanti avevano precedentemente lanciato 12 granate nel villaggio di Hamamiyat usando diversi sistemi di lancio. Il bombardamento è stato effettuato da posizioni nel settore del fronte tra Al-Khuaize e Karakat. Durante gli attacchi di rappresaglia, i soldati siriani hanno inflitto perdite al nemico e distrutto le installazioni dei mortai.

Sabato sera, i militanti del Jabhat al-Nusra hanno attaccato il campo delle forze governative nella zona di Abu Dukhur.

L’attacco ad Abu-Dukhur, attraverso il quale passa il corridoio umanitario di Aleppo, è stato seguito da attacchi in diverse aree della zona di disarmo della Siria settentrionale.

Secondo il quotidiano Al-Watan, i gruppi armati hanno rifiutato di accettare il cessate il fuoco di 72 ore proposto dalla Turchia venerdì. La formazione dell’opposizione Fronte di Liberazione Nazionale ha avanzato condizioni inaccettabili per Damasco, chiedendo che l’esercito siriano abbandoni tutte le aree liberate dall’inizio di maggio nel nord della provincia di Hama.

Il comando delle forze armate della Repubblica Araba aveva precedentemente affidato alle truppe il compito di liberare dai terroristi il territorio all’incrocio della provincia di Idlib con le regioni limitrofe di Aleppo, Latakia e Hama. L’operazione militare avviata era finalizzata alla salvaguardia degli insediamenti civili sotto la protezione delle forze governative, che regolarmente bombardavano i militanti. Secondo Al-Watan, in tre settimane di combattimenti, l’esercito siriano avrebbe liberato 19 centri abitati, espandendo la loro zona di controllo fino a 20 km a nord della provincia di Hama.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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