Roma, si dimette ambasciatore del Venezuela: non si può più andare avanti

Pubblicato il 21 maggio 2019 alle 17:47 in Italia Venezuela

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Julián Isaías Rodríguez Díaz, ambasciatore del Venezuela a Roma, si è dimesso. In una lettera al presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, Rodríguez sottolinea che il motivo del suo gesto è legato alla “oggettiva impossibilità di andare avanti” e non al riconoscimento o meno di Nicolás Maduro come presidente legittimo del Venezuela da parte di Roma, l’Italia infatti è, assieme a Grecia, Slovenia e Slovacchia, uno dei quattro paesi UE che non ha riconosciuto Juan Guaidó.

Il lavoro quotidiano dell’ambasciata, spiega il diplomatico nella sua missiva, è diventato impossibile a causa delle sanzioni USA contro il Venezuela, sostenute dal sistema bancario italiano. In pochi mesi l’ambasciata ha accumulato milioni di debiti. Da tre mesi, spiega Rodríguez, “non possiamo pagare l’affitto e non siamo stati sfrattati solo perché lavoriamo con l’agenzia immobiliare che affitta l’immobile ormai da 25 anni e ci hanno concesso proroghe eccezionali”. Da quattro mesi gli undici impiegati dell’ambasciata non ricevono lo stipendio. La legazione diplomatica si è vista bloccare i crediti per continuare a collaborare con l’Associazione per il Trapianto di Midollo Osseo (ATMO) con cui il Venezuela aveva un accordo per cui pazienti venezuelani, in particolare bambini, ricevevano le cure in ospedali italiani. Solo per le cure dei pazienti venezuelani in Italia l’ambasciata ha accumulato debiti per 9 milioni di euro. 

“Lo scorso novembre, ATMO ci ha inviato una notifica per cui se non avessimo pagato avrebbero sospeso i trattamenti, dopodiché il trasferimento è stato effettuato tramite Novo Banco de Portugal, ma le banche italiane sono spaventate dalla pressione degli Stati Uniti e quindi soldi per l’Associazione sono rimasti congelati” – ha aggiunto.

La continuità delle cure per i 25 pazienti attualmente in Italia è in dubbio, ha spiegato Rodríguez Díaz. “Ma ciò che è evidente è che non possono entrare più pazienti. L’accordo con ATMO è paralizzato” – ha sottolineato.

Il diplomatico venezuelano ha ringraziato, nella sua lettera, la posizione del governo italiano, che ha preso le distanze dal resto dei suoi partner dell’Unione europea e non ha riconosciuto il presidente dell’Assemblea nazionale e leader dell’opposizione, Juan Guaidó, come presidente ad interim.

I governi europei sono vincolati dalle decisioni dell’UEche sono prese per consenso unanime, e anche il governo italiano stesso, che è stato un’eccezione in Europa, si sente pressato da quella posizione europea” – ha spiegato, aggiungendo che “l’Italia non riconosce il governo di Maduro, ma nemmeno il governo del cosiddetto presidente ad interim, che ha impedito all’Europa di dare addosso al Venezuela”.

La notizia delle dimissioni di Rodríguez Díaz ha avuto enorme eco non solo sulla stampa venezuelana, ma anche su quella del resto dell’America Latina, che hanno sottolineato le difficoltà economiche dell’ambasciata venezuelana a Roma come emblematiche della situazione che sta affrontando il paese latinoamericano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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