Google blocca le licenze di Huawei

Pubblicato il 21 maggio 2019 alle 9:19 in Asia Cina

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Google ha sospeso le sue licenze al colosso delle comunicazioni cinese Huawei. Questo implica il blocco dei transfer di tecnologie hardware, software e di servizi tecnici che non siano con accesso aperto in modalità di licenza open source. Si tratta dell’ultimo capitolo della lotta del governo degli Stati Uniti contro le tecnologie informatiche cinesi e contro Huawei, in particolare.

La sospensione delle licenze a Huawei si applicherà sui nuovi dispositivi, mentre quelli già in possesso degli utenti, continueranno a poterli usare e a poter scaricare le versioni aggiornate delle applicazioni di Google per il sistema operativo Android, secondo quanto dichiarato da un portavoce della società a Reuters. Per il futuro, la fine della collaborazione con Google, vorrà dire l’impossibilità di accedere alle versioni aggiornate del sistema Android sui telefoni Huawei, così come ad alcune delle applicazioni più diffuse, come Google Play, Gmail e YouTube. Questo avrà un impatto significativo sulle vendite dei prodotti Huawei al di fuori della Cina, così non sarà all’interno del territorio cinese poiché lì molte delle applicazioni di Google bloccate e vengono utilizzate le alternative fornite dai produttori cinesi come Tencent e Baidu.

La ragione per cui Google ha deciso di sospendere le licenze al gigante cinese è l’ordine esecutivo del presidente Usa, Donald Trump, che ha autorizzato il Dipartimento per il Commercio ad aggiungere la Huawei Technologies Co. Ltd. alla lista delle aziende con cui le società americane non dovrebbero fare affari, per ragioni di sicurezza, lo scorso 16 maggio. Il Dipartimento ritiene che Huawei “è impegnata in attività contrarie agli interessi relativi alla sicurezza nazionale e alla politica estera degli Stati Uniti”.

Non è ancora chiara quale sarà la portata dell’impatto di queste misure su Huawei, alcuni esperti di tecnologie mobili temono che il gigante delle telecomunicazioni cinesi potrebbe essere in difficoltà seria senza il supporto delle tecnologie statunitensi.

In merito a Google, i dettagli su quali tipi di servizi verranno colpiti dal ritiro delle licenze sono ancora oggetto di dibattito all’interno dell’azienda. Dopo Google, sembra che anche altre aziende fornitrici di componenti tecniche per la manifattura dei telefoni Huawei, come Intel Corp, Qualcomm Inc, Xilinx Inc and Broadcom Inc, vogliano sospendere le forniture fin a nuovo ordine.

La risposta di Huawei è stata che l’azienda ha già iniziato a lavorare da tempo per sviluppare tecnologie proprie, qualora fosse arrivato il momento in cui l’accesso ad Android le venisse precluso. Alcune di queste tecnologie sarebbero già in uso sui dispositivi diffusi in Cina. Inoltre, il presidente di turno di Huawei, Eric Xu, ha dichiarato a Reuters che l’azienda continuerà ad avere accesso alla versione open source di Android che è a disposizione di chiunque.

A livello istituzionale, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lu Kang, nella sua conferenza stampa di routine del 20 maggio, ha dichiarato di essere a conoscenza della notizia e di seguirne gli sviluppi, senza aggiungere altro, se non che le aziende cinesi devono continuare a ricorrere a mezzi legali per tutelare i propri diritti.

La decisione di includere Huawei nella lista nera del governo Usa e il conseguente blocco delle licenze Google si iscrivono in un quadro di tensione generale tra Pechino e Washington e tra quest’ultimo e Huawei. Il colosso cinese era già stato colpito direttamente quando, il 6 dicembre 2018, le forze dell’ordine del Canada, su mandato degli Stati Uniti, avevano arrestato Meng Wanzhou, la CFO e figlia del fondatore del colosso delle telecomunicazioni cinese, proprio mentre il presidente Trump e la sua controparte cinese, Xi Jinping, erano insieme a Buenos Aires per partecipare al vertice G20 e concordavano una tregua di 90 giorni in quella che è ormai nota come “guerra commerciale” tra Cina e Stati Uniti. La ragione dell’arresto, così come quella di inserire Huawei nella lista nera, è che l’azienda e le sue tecnologie, compreso il 5G in corso di sviluppo, vengono considerate come potenzialmente dannose per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti perché troppo vicine al governo di Pechino. Quest’ultima accusa è stata più volte negata dalla Cina, che continua a ricordare che Huawei è un’azienda privata e non sotto il diretto controllo dello Stato.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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