Armenia: premier incita manifestanti a bloccare ingressi ai palazzi di giustizia

Pubblicato il 21 maggio 2019 alle 6:10 in Armenia

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Nella giornata di ieri, lunedì 20 maggio, alcuni gruppi di protestanti hanno bloccato gli ingressi ai palazzi di giustizia su esortazione dell’attuale primo ministro Nikol Pashinyan, come riporta l’agenzia di stampa russa RIA Novosti.

Nella giornata di sabato, l’ex presidente del Paese, Robert Kocharyan, fino a quel momento in stato di custodia, è stato liberato per decisione del palazzo di giustizia su garanzia dei leader della repubblica di Nagorno Karabakh, meglio conosciuta come Alto Karabakh, la cui autonomia non è riconosciuta dall’Armenia.

Non ha tardato ad arrivare la risposta del primo ministro Pashinyan, che ha esortato i suoi sostenitori a bloccare gli ingressi a tutti i tribunali del Paese, soprattutto nella capitale Erevan.

Le azioni di protesta si sono protratte nel corso di tutta la giornata, e dalla capitale si sono poi spostate nelle altre regioni, come documentato da numerose foto e video pubblicate dai manifestanti sui social network.

L’ex vice ministro della Giustizia Ruben Melikyan ha dichiarato che il tribunale di Achapnyan ha riportato numerosi danni. La polizia non ha ancora commentato l’accaduto.

Da parte sua, il presidente Armen Sarkissian ha chiesto ai cittadini di rispettare la legge e mantenere la calma.

L’ordine degli avvocati armeni ha espresso preoccupazioni riguardo alle recenti vicende, sottolineando che si tratta di violazioni della costituzione, degli accordi internazionali e della legislazione.

Il difensore civico Arman Tatoyan ha dichiarato che azioni di questo tipo sono pericolose e ha ricordato che la legge vieta qualsiasi intromissione nel funzionamento dei tribunali.

Anche l’Alto Consiglio di Giustizia ha sottolineato che ostacolare il normale funzionamento dei tribunali è inammissibile e ha esortato tutti a mantenere la calma e a rispettare la legge.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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