Ucraina: si insedia Zelenskij

Pubblicato il 20 maggio 2019 alle 15:57 in Europa Ucraina

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Volodymyr Zelenskij ha prestato giuramento oggi, lunedì 20 maggio, come Presidente della Repubblica ucraina in occasione di una sessione cerimoniale della Verchovna Rada, il parlamento di Kiev.

“Prometto a tutti il mio impegni per proteggere la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina, di cercare il bene della Patria e il benessere del popolo ucraino, di proteggere i diritti e le libertà dei cittadini, di osservare la Costituzione e le leggi dell’Ucraina, di svolgere le mie funzioni nell’interesse di tutti i connazionali per aumentare il prestigio dell’Ucraina nel mondo” – ha giurato il nuovo presidente del paese, eletto il 21 aprile scorso con oltre il 73% dei voti contro il presidente uscente Petro Poroshenko.

Dopo il giuramento, Zelenskij è stato presentato con simboli del potere, uno scettro, distintivo del Presidente dell’Ucraina e il sigillo ufficiale, e la presidente della Commissione Elettorale Centrale, Tatjana Slipachuk, ha certificato l’elezione di Zelenskij come capo dello stato.

Per i prossimi 30 giorni Zelenskij non potrà sciogliere la Verchovna Rada a causa della crisi di governo iniziata lo scorso venerdì 17 maggio con l’uscita del Fronte popolare dell’ex premier Arsenij Jatsenyuk dalla coalizione che sostiene il premier Volodymyr Groysman.

Durante la campagna elettorale presidenziale, Volodymyr Zelenskij aveva promesso che, in caso di vittoria avrebbe sciolto parlamento, sostenendo che la Verchovna Rada attuale non rappresenta più gli interessi e la posizione politica della popolazione ucraina. La dissoluzione del parlamento è necessaria per tenere elezioni anticipate. Tuttavia, secondo la legge ucraina, il Presidente non può sciogliere la Verchovna Rada se è in corso una crisi parlamentare e non c’è una coalizione di governo. Numerosi analisti convengono nel considerare la mossa di Jatsenyuk come una chiara sfida al nuovo presidente.

Il governo del primo ministro Volodymyr Groysman rimarrà dunque in carica almeno fino alla formazione di una nuova coalizione. Il regolamento parlamentare della Rada prevede un periodo di 30 giorni per la formazione di una nuova maggioranza di governo, durante la quale il presidente Zelenskij, per legge, non sarà in condizione di indire elezioni anticipate.

Gli osservatori avevano ipotizzato che Volodymyr Zelenskij avesse pianificato di anticipare le elezioni parlamentari, la cui scadenza naturale sarebbe il prossimo ottobre, al prossimo mese di luglio, per approfittare del sostegno schiacciante ricevuto il 21 aprile scorso.

In campagna elettorale Zelenskij referendum nazionali su questioni chiave come la cooperazione con UE e NATO e ha presentato in campagna elettorale i suoi progetti per revocare l’immunità per deputati, giudici e presidente della repubblica.  Un’altra delle sue promesse è di rimanere al potere per solo un mandato.

Zelenskij proviene da Dnipropetrovsk, terra d’origine del leader sovietico Leonid Brezhnev e zona prevalentemente di lingua russa ma fedele al governo di Kiev. È stato criticato dai nazionalisti ucraini per aver difeso i diritti di coloro che parlano russo e dagli estremisti filorussi per aver rifiutato la rottura dei legami culturali con il resto dell’Ucraina. Si è detto anche disposto a negoziare la pace nel Donbass con la Russia e presentare l’accordo per un referendum alle repubbliche di Donetsk e Lugansk, ma ha chiarito che non cederà sulla sovranità di Kiev sui territori ribelli né sulla Crimea.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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