Egitto: cooperazione con Arabia Saudita per sconfiggere minacce regionali

Pubblicato il 19 maggio 2019 alle 11:36 in Arabia Saudita Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha posto l’accento sulle buone relazioni che intercorrono tra il suo Paese e l’Arabia Saudita e ha affermato che, per far fronte a tutte le presenti sfide e mirare alla sicurezza e stabilità regionali, è necessaria una stretta cooperazione bilaterale.

Durante un incontro, avvenuto sabato 18 maggio, tra al-Sisi l’ambasciatore saudita presso Il Cairo, Osama al- Nugali, il leader egiziano ha reiterato che il suo Paese esprime la massima solidarietà al governo e al popolo saudita contro le minacce che tentano di minare la sicurezza e la stabilità del regno. 

Bassam Radi, in qualità di portavoce della presidenza del Cairo, ha reso noto che l’ambasciatore saudita ha trasmesso i saluti del re e del principe ereditario. Radi ha inoltre invitato, da parte loro, il presidente egiziano a prendere parte all’imminente 14esima sessione del Vertice dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), previsto per la fine di maggio alla Mecca.

L’OIC, che attualmente rappresenta 57 Stati di Europa, Asia, America, Vicino e Medio Oriente, Sudamerica e Africa, è stata fondata a Rabat, in Marocco, il 25 settembre 1969; nel 1975 le è stato riconosciuto lo status di osservatore dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’organizzazione internazionale mira allo sviluppo e alla salvaguardia degli interessi delle popolazioni musulmane nel mondo.

Martedì 14 maggio, il Ministero degli Esteri egiziano aveva già espresso tramite un comunicato la sua solidarietà nei confronti di Riad relativamente alle sfide che il Paese sta affrontando, in particolare dopo l’esplosione di due stazioni di pompaggio di petrolio della East-West Pipeline saudita (letteralmente: Oleodotto Est-Ovest, conosciuto anche con l’espressione inglese “the Petroline”), a causa di droni carichi di esplosivo.

Secondo le autorità del Regno, questo assalto “dimostra l’importanza di affrontare tutte le organizzazioni terroristiche”. Il condotto interessato ha una lunghezza di 1.200 km e trasporta greggio dai principali giacimenti petroliferi orientali dell’Arabia Saudita alla città portuale del Mar Rosso di Yanbu, a ovest. Le stazioni di pompaggio che sono state attaccate sono situate nelle città di Al al-Duwadimi e Afif. L’assalto si è verificato due giorni dopo un tentativo di sabotaggio di 2 petroliere saudite al largo delle coste dell’emirato di Fujairah, nei pressi dello Stretto di Hormuz. Anche tali eventi sono stati condannati come tentativi di minare la sicurezza delle forniture di petrolio mondiali. Non è ancora chiaro chi siano i responsabili di tali assalti contro le imbarcazioni e le stazioni di pompaggio, ma questi si sono verificati in un periodo di crescenti tensioni nella zona, soprattutto a causa delle difficili relazioni tra Stati Uniti e Iran e del perdurante conflitto in Yemen. I ribelli Houthi dello Yemen hanno precedentemente utilizzato droni armati per effettuare attacchi in Arabia Saudita.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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