Egitto: attentato a pullman di turisti vicino piramidi di Giza

Pubblicato il 19 maggio 2019 alle 18:58 in Africa Egitto

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Un’esplosione, domenica 19 maggio, ha causato il ferimento di almeno 12 turisti, quasi tutti sudafricani, in Egitto, vicino a un museo in costruzione accanto alle piramidi di Giza.

La notizia è stata divulgata da due membri delle forze di sicurezza locali. Una terza fonte ha spiegato che il pullman trasportava 25 turisti sudafricani dall’aeroporto verso la zona delle piramidi, e che sono stati feriti anche 4 civili egiziani che erano a bordo di un’automobile poco lontano, quando l’esplosione ha provocato l’infrangersi dei finestrini.

Alcune foto pubblicate sui social network mostrano il pullman con i vetri esplosi in più punti e detriti e macerie sulla strada, vicino a un muretto anch’esso danneggiato. Un testimone ha riferito a Reuters di aver udito l’esplosione, a suo dire assordante, mentre era in fila nel traffico vicino al luogo dell’attacco. La detonazione è avvenuta a circa 400 metri dal Grande Museo Egizio, non lontano dal luogo dove, il 28 dicembre 2018, era avvenuto un attentato ai danni di un altro pullman turistico. Il museo non è stato danneggiato, secondo quanto reso noto dal Ministero delle Antichità del Paese. La struttura, in costruzione, non è ancora aperta al pubblico, e non lo sarà fino al 2020. È previsto che ospiti i principali beni culturali del Paese, ed è parte degli sforzi manifestati dal governo nel tentativo di rilanciare il turismo, fattore chiave nell’economia dell’Egitto. L’ondata turistica nello Stato ha subito una forte battuta d’arresto a partire dal 2011 ed è perdurata fino al 2015 per via dei frequenti attentati.

Il 28 dicembre scorso, 3 turisti vietnamiti erano morti, insieme alla guida egiziana che li scortava, e altri 10 erano rimasti feriti, quando una bomba è esplosa sul ciglio della strada colpendo il loro pullman, a circa 4 km di distanza dalle piramidi di Giza. Prima di tale evento, l’ultimo attacco era avvenuto il 14 luglio 2017, quando due turiste tedesche erano state accoltellate e uccise presso il resort Mar Rosso a  Hurghada.

Le forze di sicurezza egiziane stanno portando avanti una campagna antiterroristica contro i militanti islamisti, tra cui i miliziani dello Stato Islamico. La campagna, che si incentra in primo luogo nel Sinai del Nord, è chiamata Comprehensive Operation – Sinai 2018, ed è stata lanciata il 9 febbraio scorso dal governo egiziano, con l’obiettivo di abbattere i ribelli islamisti insieme a tutte le altre attività criminali che mettono in pericolo la sicurezza e la stabilità del Paese. Nonostante il presidente al-Sisi avesse promesso che l’operazione “si sarebbe conclusa il prima possibile”, gli scontri continuano a verificarsi. Tuttavia, le iniziative stanno avendo successo, permettendo di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi. Da quando al-Sisi è salito al potere, l’8 giugno 2014, il suo governo ha mostrato il pugno di ferro, vietando le proteste non autorizzate e imprigionando migliaia di persone per reprimere massicciamente ogni forma di dissenso. Dalla cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, avvenuta il 3 luglio 2013, le autorità egiziane hanno iniziato a lanciare una dura repressione contro la Fratellanza Musulmana, dichiarata organizzazione terrorista nel dicembre 2013, e contro tutti gli oppositori politici.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale. 

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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