Siria: missili lanciati da Israele su Damasco

Pubblicato il 18 maggio 2019 alle 10:53 in Israele Siria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La contraerea siriana ha intercettato alcuni missili lanciati nella zona occidentale della capitale, Damasco, dai territori occupati delle Alture del Golan.

Le forze di difesa aerea siriane hanno aperto il fuoco contro vettori provenienti dal “territorio occupato”, con riferimento a Israele e ai territori palestinesi attualmente posti sotto il suo controllo, e ne hanno abbattuti alcuni. A riferirlo è stata l’emittente televisiva statale del Paese. Forti esplosioni si sono sentite a Damasco nella serata di venerdì 17 maggio, hanno confermato i residenti locali, poco prima che la notizia dei missili fosse divulgata dai media siriani. SANA, l’agenzia di stampa statale, ha riportato la testimonianza di una fonte interna all’esercito, che avrebbe spiegato che il sistema di difesa antiaerea è stato attivato contro missili provenienti da Quneitra, direzione delle Alture occupate del Golan. Quneitra è una città attualmente abbandonata, ed è situata nella Siria meridionale, nel Governatorato di Quneitra, all’interno della fascia di sicurezza dell’ONU che divide Siria e Israele. Quanto al bilancio di presunti feriti o danni, non si ha ancora un dispaccio ufficiale.

L’ultimo attacco missilistico del genere, da parte di Israele, risale al mese di aprile. Nella giornata di sabato 13 aprile, alcuni aerei israeliani, entrando nello spazio aereo libanese, avevano condotto un raid contro una posizione militare siriana vicino alla città di Masyaf e alla provincia di Hama, ferendo 6 soldati siriani e distuggendo numerosi edifici, prima che i loro razzi fossero intercettati e, in parte, abbattuti dalla contraerea del Paese.

L’esercito israeliano in genere non commenta né risponde riguardo i propri raid aerei nella vicina Siria, nonostante di recente abbia confermato di aver colpito quelli che, secondo Tel Aviv, erano bersagli iraniani in Siria. L’ultimo attacco del genere annunciato da Israele era avvenuto il 28 marzo, quando alcuni obiettivi a nord della città di Aleppo sono stati attaccati da diversi missili, intercettati dalle difese aeree siriane.

A gennaio del 2019, Israele aveva già preso di mira una serie di installazioni iraniane Siria, poche ore dopo aver intercettato un razzo proveniente dal territorio siriano. In tali scontri sono state uccise 21 persone, per la maggior parte iraniane, secondo quanto riferisce l’Osservatorio per i diritti umani. Israele insiste sul proprio diritto di continuare ad attaccare le posizioni siriane controllate dall’Iran e dal suo alleato libanese, Hezbollah. Nel maggio del 2018, gli attacchi israeliani hanno ucciso 27 combattenti fedeli al regime di Bashar al-Assad, compresi 11 iraniani, in una serie di bombardamenti che hanno interessato dozzine di bersagli iraniani all’interno della Siria. Gli scontri nell’area non tendono a diminuire. Gli attacchi aerei di giovedì 28 marzo ad Aleppo sono arrivati a seguito dell’aumento delle tensioni tra Israele e Siria, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un decreto, lunedì 25 marzo, con il quale ha riconosciuto la piena sovranità israeliana delle alture del Golan. Tale territorio è conteso con la Siria dal 1967, quando Israele lo ha occupato a seguito della vittoria della guerra arabo-israeliana. L’altopiano del Golan è stato, poi, annesso unilateralmente da Israele, nel 1981. La decisione americana appare controversa, poiché l’annessione di un territorio conquistato con la forza è proibita dal diritto internazionale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.