Libia: salvati 61 migranti su un gommone a nord di Tripoli

Pubblicato il 18 maggio 2019 alle 11:54 in Immigrazione Libia

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La Guardia costiera libica ha reso noto che, nella giornata di venerdì 17 maggio, sono stati tratti in salvo 61 migranti che si trovavano a bordo di un gommone a nord di Tripoli.

La notizia è stata divulgata dal Guardacoste libico sulla propria pagina Facebook e Twitter. Nel post, pubblicato nella serata di venerdì, si legge che i 61 migranti si trovavano sopra un gommone a circa 30 miglia nautiche a nord di Tripoli, quando sono stati avvistati e portati in salvo al centro preposto di Tagiura, nella periferia orientale di Tripoli. Inoltre, la Guardia costiera ha aggiunto che è stata fornita assistenza medica e paramedica sia dal distaccamento locale dell’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), sia dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).  

L’attuale situazione in Libia è la conseguenza di una generalizzata instabilità che è iniziata a seguito della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, attraverso un intervento NATO capeggiato da Stati Uniti e Francia, nell’ottobre 2011. La Libia oggi è un Paese frammentato e scosso dalle violenze. Il potere politico è diviso tra due governi rivali, quello di Haftar, a Tobruk e quello del premier al Serraj, creato dall’ONU con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, con sede a Tripoli. I trafficanti di esseri umani approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), dal primo gennaio al 20 marzo 2019, sono morti nel Mediterraneo 289 migranti, una diminuzione significativa rispetto ai 499 decessi registrati nello stesso periodo del 2018. La maggior parte delle morti è avvenuta lungo la rotta del Mediterraneo centrale, pari a 160, che collega l’Italia alla Libia.

Dall’inizio del 2018, la Guardia Costiera libica ha aumentato significativamente la propria attività, con il risultato che il numero di sbarchi sulle coste italiane è diminuito dell’80% rispetto al 2017. Da quando Salvini è divenuto ministro dell’Interno, il primo giugno 2018, ha inaugurato una politica più rigida e intransigente nei confronti del fenomeno migratorio, chiudendo i porti italiani alle imbarcazioni delle Ong e delle missioni europee.  

Ne è conseguito che i migranti e i rifugiati intercettati in mare dalla Guardia Costiera libica vengono riportati sistematicamente nei centri di detenzioni libici, i quali dovrebbero essere gestiti dal Ministero dell’Interno di Tripoli, In realtà, la maggior parte di tali strutture è in mano ai gruppi armati, i quali non tutelano in alcun modo gli stranieri.

Secondo quanto dichiarato a fine gennaio dal premier di Tripoli, Fayez Serraj, attualmente in Libia sono presenti circa 800.000 migranti irregolari e che soltanto in 20.000 si trovano all’interno di centri di detenzione gestiti dal governo.

 

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

 

Claudia Castellani

di Redazione

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