Venezuela accusa la CIA: tenta di corrompere comandanti militari

Pubblicato il 17 maggio 2019 alle 10:00 in America Latina Venezuela

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L’ambasciatore del Venezuela presso l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, Jorge Valero, durante una conferenza stampa, ha denunciato la presenza attiva della CIA in Venezuela e il tentativo statunitense di corrompere i comandanti dell’esercito.

“Trump vuole rovesciare i governi avversari con i colpi di stato. Proprio per questo motivo la CIA è presente in numero significativo in Venezuela: la CIA ha cercato di corrompere gli alti ufficiali dell’esercito, ma non ci è riuscita”  – ha detto Valero riferendosi al fallito tentativo di sommossa militare dello scorso 30 aprile.

Il presidente della Corte suprema del Venezuela, Maikel Moreno, il ministro della difesa Vladimir Padrino López, il comandante della Guardia presidenziale, Iván Fernández Dala, e il ministro dell’Interno, Néstor Reverol, erano a conoscenza del piano che ha cercato di provocare una rottura in seno all’establishment militare. Valero non ha fatto i loro nomi, ma ha lasciato intendere che agenti CIA abbiano avvicinato queste altissime cariche delle istituzioni, del governo e delle forze armate venezuelane per convincerli ad abbandonare Nicolás Maduro.

Padrino López, ministro della Difesa e capo della Forza Armata Nazionale Bolivariana è stato uno degli attori chiave per trarre in inganno l’opposizione facendo credere che le massime cariche del chavismo e soprattutto dell’esercito erano pronte a rovesciare Nicolás Maduro. Una mossa che gli Stati Uniti attribuiscono ai servizi segreti russi. 

Il 30 aprile scorso, la liberazione del leader oppositore Leopoldo López, ai domiciliari dall’agosto 2017 e condannato nel 2014 a 14 anni di carcere per sovversione, che doveva segnare l’inizio di un movimento civico-militare tale da rovesciare Nicolás Maduro, è stata possibile grazie al supporto di un gruppo di militari e di settori del Servizio di intelligence bolivariano (Sebin). Doveva essere, nelle intenzioni dell’opposizione, la mossa decisiva per innescare una rivolta della popolazione e una rottura dell’alto comando militare. Tuttavia, Nicolás Maduro, che secondo il segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo, era sul punto di lasciare il paese per fuggire a Cuba, è riuscito a riprendere in mano la situazione e a disinnescare la sommossa potenzialmente fatale per il suo governo.

Il fallimento della mossa dell’opposizione, secondo il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, deriva da una cattiva gestione dei tempi e da un’eccessiva fiducia nella risposta delle forze armate, quando a favore di Guaidó si sono schierati solo militari di basso rango (la maggior parte dei quali ha ricevuto asilo proprio nell’ambasciata del Brasile).

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale 

Traduzione dallo spagnolo e dal portoghese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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