Cina: gli Usa diffondono falsità

Pubblicato il 17 maggio 2019 alle 10:40 in Asia Cina

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Le esportazioni cinesi sono cresciute del 4,3% da gennaio ad aprile 2019, nonostante i dazi imposti dagli Stati Uniti, concentrandosi sulle rotte che vanno verso Europa e Asia. Questa è stata una parte della risposta della Cina alle provocazioni giunte da Washington in merito alla presunta posizione di vantaggio degli Usa nei confronti della Cina nella cosiddetta guerra commerciale che imperversa tra le due potenze da quasi un anno.

Il presidente Trump ha dichiarato in più riprese che la Cina ha trattato in modo iniquo gli Stati Uniti nei rapporti commerciali bilaterali, alla radice della “guerra commerciale” attuale ci sarebbe infatti lo squilibrio della bilancia commerciale sino-americana che delinea un forte deficit degli Usa. Trump ha anche predetto che la Cina inietterà liquidità nel suo sistema finanziario e abbasserà i tassi di interesse per recuperare una parte degli affari che sta perdendo. Tali perdite, secondo la visione americana, sarebbero dovute ai dazi sempre più rigidi che il Presidente Usa ha deciso di imporre all’export cinese e che starebbero spingendo molte aziende manifatturiere a lasciare il Paese per essere più appetibili per gli acquirenti statunitensi.

Le informazioni diffuse da Washington sono false, ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, e ha aggiunto che la Cina ha “piena fiducia” nella crescita della sua economia che ha continuato a crescere nonostante le barriere protezioniste imposte dagli Stati Uniti. Il presidente Trump non ha autorità per parlare della perfomance economica della Cina e ha utilizzato dati incerti per sostenere il suo punto di vista, ha affermato Geng Shuang.

Le tensioni tra Usa e Cina si sono acutizzate ulteriormente dopo che Trump ha aumentato ulteriormente i dazi sulle importazioni cinesi fino al 25%, per un totale di merci dal valore di 200 miliardi di dollari. La ragione alla base di tale decisione è stata, secondo quanto dichiarato dal Presidente Usa, che la Cina non ha rispettato le promesse fatte durante la “tregua” della guerra commerciale che i due Paesi avevano concordato all’inizio del 2019. Nonostante quest’ultima stretta sui dazi, Trump ha affermato che il raggiungimento di un accordo è ancora possibile. La notizia dell’incremento ulteriore è giunta proprio mentre la delegazione cinese per il negoziato giungeva negli Usa.

La Cina ha risposto all’aumento dei dazi americani affermando di voler aumentare i dazi su 60 miliardi di dollari di importazioni dagli Stati Uniti sempre al 25%, a partire dal 1 giugno. Il punto di vista di Pechino è che, con la rete di partner a livello globale che sta costruendo, non sarà un problema “se qualcuno non vorrà più commerciare con noi, altri suppliranno”. Geng Shuang ha anche aggiunto che ad oggi il principale volano di crescita dell’economia cinese è la domanda interna, che ha rappresentato il 72,6% dell’avanzo economico per il 2018 e che la crescita totale del Paese è stata del 6,4% nel primo trimestre del 2019. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche di Geng Shuang, Pechino ha diffuso dei dati sulla sua economia che non sono propriamente positivi, secondo quanto riportato dal South China Morning Post. Questi dati segnalano, infatti, un rallentamento della produzione industriale, ovvero la somma delle principali industrie manifatturiere, minerarie e nel settore delle utility, che ad aprile è cresciuta solo del 5,4%, rispetto al 8,5% di marzo.

Il presidente Trump aveva anche affermato che i consumatori e i produttori agricoli degli Usa non sarebbero stati toccati dalla guerra commerciale con la Cina e che, anzi, ne avrebbero tratto benefici. Secondo Pechino, anche queste dichiarazioni sono false e l’impatto negativo sui consumi e sui produttori americani sarà ingente. Trump sta tentando di “confondere” l’opinione pubblica, secondo Geng Shuang, che non si rende conto del prezzo che dovrà pagare.

Il portavoce della diplomazia cinese ha chiesto a Washington di “tornare sulla retta via” e di incontrarsi a metà strada per raggiungere un accordo di mutuo vantaggio basato sul rispetto reciproco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

di Redazione

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