Venezuela: prove di dialogo con mediazione norvegese

Pubblicato il 16 maggio 2019 alle 9:50 in America Latina Venezuela

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Dopo la crisi aperta con la sommossa fallita del 30 aprile scorso, guidata dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, Juan Guaidó, dal leader politico oppositore, Leopoldo Lopez, liberato dagli arresti domiciliari e la conseguente reazione del governo di Maduro, le parti stanno esplorando un percorso di dialogo con la mediazione norvegese per ottenere un’uscita dalla crisi nel paese sudamericano.

Nei giorni scorsi si sono recati a Oslo diversi rappresentanti di Maduro, tra cui il ministro delle Comunicazioni Jorge Rodríguez e il governatore di Miranda, Héctor Rodríguez, così come delegati  do Guaidó, l’ex deputato Gerardo Blyde e Fernando Martinez Mottola, ex ministro del governo di Carlos Andrés Pérez (1974-79 e 1988-93) cui si è unito il deputato e vicepresidente dell’Assemblea nazionale, Stalin González. Secondo almeno tre fonti a conoscenza delle conversazioni, gli incontri sono stati esplorativi, per cercare di concordare un’agenda di argomenti e una metodologia di lavoro. Le stesse fonti assicurano che i colloqui sono stati tenuti separatamente con i rappresentanti del ministero degli esteri norvegese e negano che sia stato istituito un tavolo di dialogo.

La notizia dei colloqui, che hanno l’approvazione di Leopoldo López, ha sollevato sospetti in parte dell’opposizione venezuelana. Gli incontri hanno sorpreso alcuni leader dell’opposizione, tra cui Julio Borges, ex presidente dell’Assemblea Nazionale, in esilio a Bogotà, che ha detto via Twitter che lui e il suo partito, Primero Justicia, hanno sentito parlare dell’iniziativa quando è stata resa pubblico da diversi media venezuelani. Guaidó ha cercato di minimizzare, senza negare gli incontri, con un tweet in cui lascia intendere che non è stata l’unica iniziativa in corso. “Gruppo di contatto, Canada, Regno Unito, Norvegia, Gruppo di Lima, così come altre istituzioni, ci sostengono per raggiungere una soluzione alla crisi. Per i venezuelani il percorso è chiaro e lo manteniamo: cessazione dell’usurpazione, governo di transizione e elezioni libere” – ha scritto Guaidó.

Quella norvegese non è, inoltre, l’unica via di dialogo che è stata esplorato nelle ultime settimane. I rappresentanti di Maduro si sono incontrati dopo l’offensiva del 30 aprile direttamente con l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Venezuela, Elliot Abrams, e si prevede che giovedì e venerdì i rappresentanti di entrambe le parti ricevano i delegati del Gruppo di contatto dell’Unione Europea per ascoltare le loro proposte per raggiungere l’uscita dalla crisi nel paese. 

Non è la prima volta che il chavismo e l’opposizione ricorrono a un tentativo di negoziare per cercare di risolvere la grave crisi politica, istituzionale ed economica in cui versa il Venezuela. Tuttavia, le prove si sono sempre concluse con un aumento dello scontro tra le parte. L’ultimo tentativo, nel 2018 a Santo Domingo, si è interrotto quando Maduro ha convocato elezioni presidenziali anticipate e l’opposizione le ha definite “una frode” rifiutandosi di partecipare al voto.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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