Spagna: gli indipendentisti catalani bloccano l’elezione del Presidente del Senato voluto da Sánchez

Pubblicato il 16 maggio 2019 alle 6:30 in Europa Spagna

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Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) ha deciso di votare contro l’elezione a senatore di Miquel Iceta, primo segretario del Partito Socialista Catalano, scelto dal premier Sánchez per presiedere il Senato spagnolo. Iceta, infatti, dovrebbe essere eletto senatore “per designazione autonomica”, ossia dal parlamento regionale che andrebbe a rappresentare, quello catalano. 

Tradizionalmente ogni gruppo parlamentare regionale con diritto ad eleggere un senatore sceglie il proprio rappresentate e il resto dei partiti o vota a favore o si astiene per favorirne la nomina. Qualora a ERC si unisse l’altra formazione indipendentista, Junts per Catalunya dell’ex presidente Carles Puigdemont, posta la negativa già posta dalla Candidatura di Unità Proletaria (CUP), l’estrema sinistra indipendentista, l’elezione di Iceta sarebbe bocciata dal parlamento catalano, anche ammesso che tutte le altre formazioni votino a favore. L’eventuale bocciatura di Iceta sarebbe la prima di un senatore di designazione autonomica nella storia della democrazia spagnola. 

Il Partito Socialista Catalano (PSC) lamenta l’atteggiamento delle formazioni indipendentiste e si dice pronto a ricorrere al Tribunale Costituzionale, ma il premier deve già pensare a un “piano B” prima della composizione delle Cortes, prevista per il 21 maggio prossimo. Il PSC sottolinea come le formazioni indipendentiste non si sono opposte all’elezione a senatrice di Lorena Roldán, di Ciudadanos, nonostante la ben più grande distanza politica con la formazione liberale unionista.

Il veto deciso dalla dirigenza di ERC deve essere ratificato dal suo gruppo parlamentare in Catalogna, ma le fonti della leadership già hanno reso noto che il No è una posizione “ferma”. Lo stesso accade in Junts per Catalunya (JxC), che sostiene che non si allontanerà dal percorso stabilito dall’ex presidente Carles Puigdemont, contrario alla nomina di Iceta.

La decisione di Sinistra Repubblicana di Catalogna lascia il capo dei socialisti catalani in una situazione complicata. Al momento, ha solo il supporto di En Comú Podem, l’alleanza locale di sinistra radicale forgiata attorno a Podemos, ma le due forze raggiungono solo 25 voti sui 135 del parlamento di Barcellona. Il presidente di Ciudadanos, Albert Rivera, ha assicurato che “non bloccherà la nomina” a senatore di Iceta, sebbene si opponga alla sua elezione a presidente del Senato, ma non ha rivelato se il suo partito si asterrà o voterà a favore. La CUP ha già dichiarato che non supporterà la designazione, mentre il Partito Popolare non ha espresso posizione.

Anche con il voto a favore dei 36 deputati di Ciudadanos e dei 4 del Partito Popolare, Iceta arriverebbe a 65 seggi, lo stesso numero, considerata l’assenza i deputati in carcere e quelli che hanno lasciato la Spagna dopo il referendum indipendentista del 1 ottobre 2017, di quelli contrari (ERC, JxC e CUP). Con questi numeri Iceta sarebbe bocciato dal parlamento catalano, non diverrebbe senatore e il Partito Socialista, che al Senato gode della maggioranza assoluta, andrebbe incontro alla prima sconfitta di una legislatura che non è ancora iniziata e si preannuncia difficile.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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